Nel 2011, Fondazione Agnelli, Caritas e Associazione Treelle proponevano un radicale cambiamento nella filosofia del sostegno agli alunni portatori di bisogni educativi speciali (BES): tenerli in classe ad insegnare italiano e matematica ai ragazzi disabili era dispendioso e poco efficace – si sosteneva -, meglio creare una nuova entità burocratica, i Centri Risorse per l’Integrazione, sportelli unici dedicati ai bisogni educativi speciali anche al di fuori dell’orario scolastico.
Dopo aver ridotto di anno in anno l’assegnazione degli insegnanti di sostegno alle scuole, arriva ora la soluzione ministeriale per i BES: disagio scolastico? Bisogni speciali non certificabili? DSA? Se ne occupino i docenti curricolari (mentre insegnano agli altri trenta). Basta stendere il Piano Didattico Personalizzato...
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