«Il futuro è già qui, è solo distribuito male»

William Gibson

martedì 3 febbraio 2015

Banda larga, Italia che disastro



Recentemente Matteo Renzi ha paragonato il bisogno di banda larga a quello del pane. Mai definizione fu più azzeccata, se si pensa a quanto ci sia abituati ad avere a che fare con le briciole. 
A ricordarci l’urgenza della situazione sono, per l’ennesima volta, i dati di Ookla rielaborati graficamente The Independent. La testata britannica si chiede, senza mezzi termini, “cosa sta succedendo in Italia (e in Australia)?”. Sulla mappa raffigura in una scala dal rosso, sotto i 20 Mbps, al verde, più di 60, la situazione del globo. I due Paesi più veloci, fa notare, non quelli geograficamente più estesi, e uno a dire il vero non rientra nella definizione: Singapore, 104,42 Mbps, e Hong Kong, 96,38. Il picco negativo, 1,08 Mbps, viene toccato dallo stato africano del Benin. L’Australia sfiora i 16,5 e la Cina viaggia a 25. Il nostro Paese è fanalino di coda in Europa con 9,1 Mbps. Peggio della Namibia (9,4).
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Commento
Il Miur si dovrebbe ricordare di questi dati quando parla di scuola digitale.

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