«Il futuro è già qui, è solo distribuito male»

William Gibson

venerdì 6 febbraio 2015

i 7 punti chiave della Didattica Inclusiva

1° PUNTO CHIAVE: I COMPAGNI DI CLASSE COME RISORSA
L’apprendimento cooperativo
L’apprendimento cooperativo è un metodo di insegnamento / apprendimento basato sul principio per cui ciascun componente del gruppo, con le sue caratteristiche peculiari e speciali, può contribuire all’apprendimento di tutti e può diventare risorsa (e strumento compensativo) per gli altri.
In un ambiente cooperativo ciascuno ha qualcosa da dare agli altri e qualcosa da ricevere, e questo permette di creare un apprendimento paritario e realmente inclusivo:
- Si potenzia il ruolo attivo dello studente e si facilita l’apprendimento significativo
- Nella collaborazione vengono meno molte difficoltà specifiche, specie per gli alunni con DSA.
Il tutoring
Un’altra modalità di aiuto che permette di utilizzare in modo efficace la risorsa-altri è il tutoring, cioè l’insegnamento reciproco tra alunni, che può essere funzionale in molte discipline e ha effetti positivi — in termini di apprendimento, di rapporti interpersonali, di motivazione e autostima — sia in chi svolge il ruolo di insegnante (tutor), sia in chi è il destinatario dell’insegnamento (tutee).
2° PUNTO CHIAVE: ADATTAMENTO E SEMPLIFICAZIONE DEL TESTO
Per riuscire a integrare tutti gli studenti nei percorsi comuni, è di fondamentale importanza che gli insegnanti dedichino grande attenzione alla scelta e alla preparazione di materiali adeguati alle abilità e alle esigenze di ciascuno studente. Partendo dai materiali pensati per la classe, è quindi possibile adattare e semplificare i libri di testo, le schede per le esercitazioni, le schede di aiuto disciplinare, i percorsi laboratoriali, ecc
3° PUNTO CHIAVE: MAPPE, SCHEMI E AIUTI VISIVI
Per la loro caratteristica di abbinare il codice visuale a poche parole scritte, mappe (concettuali, mentali, ecc.) e schemi rendono più veloce ed efficace l’apprendimento, favoriscono il recupero di informazioni durante le verifiche scritte e orali, aiutano a fare collegamenti logici, a ricavare parole-chiave e concetti fondamentali e a ordinare la presentazione degli argomenti. Si tratta di strumenti che facilitano l’apprendimento, ma che non sono necessariamente legati a un intervento di recupero o sostegno, e per questo motivo, pur essendo una delle più potenti strategie compensative a disposizione degli alunni con DSA, ben si prestano a una didattica rivolta all’intera classe.
4° PUNTO CHIAVE: POTENZIAMENTO DEI PROCESSI COGNITIVI
Per facilitare gli apprendimenti, favorendo al contempo il lavoro di tutti all’interno del gruppo classe, è fondamentale anche potenziare e consolidare i processi cognitivi: memoria, attenzione, concentrazione, relazioni visuo-spaziali-temporali, logica e processi cognitivo-motivazionali.
5° PUNTO CHIAVE: METACOGNIZIONE E METODO DI STUDIO
La didattica metacognitiva sviluppa nell’alunno la consapevolezza di quello che sta facendo, del perché lo fa, di quando è opportuno farlo e in quali condizioni, rendendolo gestore diretto dei propri processi cognitivi. Rappresenta le basi di un metodo di studio efficace. L’approccio metacognitivo consente agli insegnanti di non separare rigidamente gli interventi di recupero o sostegno individualizzato dalla didattica curricolare, perché si fonda su un riferimento metodologico comune (la metacognizione e le strategie cognitive) e utilizza una serie di collegamenti operativi tra insegnamento curricolare e speciale e tra gli alunni stessi (tecniche di insegnamento reciproco, apprendimento cooperativo e tutoring).
6° PUNTO CHIAVE: EMOZIONI, AUTOSTIMA E MOTIVAZIONE
Nei primi giorni di scuola
I primi giorni di scuola saranno dedicati all’accoglienza e sono importanti dal punto di vista relazionale e affettivo. Solo se il bambino li vive bene svilupperà un atteggiamento positivo verso questo nuovo «mondo». Per allentare la tensione che molti bambini provano, soprattutto il primo giorno di scuola ma anche in quelli che seguiranno, si consiglia di domandare poco, sorridere molto, raccontare o leggere storie e «ascoltare» le reazioni immediate.
Per stare bene insieme
La vita scolastica quotidiana è ricca di affettività, di emozioni e di stati d’animo: in classe ci si relaziona con i compagni, si collabora, ci si scontra, si discute, si stringono amicizie, ecc. Realizzare una scuola inclusiva significa anche rivolgere particolare attenzione agli aspetti emotivo-relazionali, aiutando tutti gli alunni a imparare a vivere bene con se stessi e con gli altri, sviluppando una buona immagine di sé, migliorando la propria autostima, il proprio benessere emotivo e le proprie capacità relazionali.
7° PUNTO CHIAVE: POTENZIAMENTO DEL FEEDBACK SUI RISULTATI
Il feedback sui risultati è uno strumento di eccezionale importanza non solo ai fini dell’apprendimento, ma anche e soprattutto per lo sviluppo di una buona immagine di sé e della motivazione necessaria per raggiungere il successo scolastico.
Riveste un ruolo primario nella didattica curricolare, e strategico in quella inclusiva rivolta agli alunni
con difficoltà, che più degli altri hanno bisogno di un riscontro che li sostenga sia nel compito sia nella loro autostima e autoefficacia. Per questo, è importante che l’insegnante abbia a disposizione gli strumenti più adatti a fornire un feedback informativo e motivazionale efficace, oltre ai materiali per agire sul rinforzo positivo in itinere.
(fonte: http://www.rcseducation.it/scuola/7-punti-inclusione/)

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