«Il futuro è già qui, è solo distribuito male»

William Gibson

lunedì 21 settembre 2015

Milano, dal robot al tablet: tutte le nuove tecnologie che aiutano gli alunni disabili

In Cattolica il primo convegno internazionale sull'utilizzo dell'high tech per aiutare chi ha un handicap. "Gli insegnanti di sostegno non possono più fare a meno della multimedialità".
C'è il piccolo robot Nao che chiama i bambini per nome, sa imitare i loro movimenti e può essere usato nelle classi per aiutare gli alunni autistici. Ci sono le maestre che hanno trovato nelle applicazioni del tablet un nuovo modo per comunicare con i piccoli che hanno un handicap e stanno sperimentando nuove strade per abbattere le diversità. I libri di testo multitouch, i comandi vocali che permettono ai non udenti di proiettare una ricerca o una tesina in aula come tutti gli altri compagni.
All'Università Cattolica si apre il primo convegno internazionale in Italia sulle frontiere high tech per la disabilità. Una giornata di studio in cui professori che lavorano negli istituti di ogni ordine, pedagogisti, esperti del mondo dell'istruzione, ma anche informatici, mettono a confronto le proprie esperienze sul campo per mostrare come le nuove tecnologie possano essere usate dagli insegnanti di sostegno per superare le barriere in classe. "La multimedialità non può di certo esaurire tutte le competenze che deve avere un docente che ha a che fare con gli alunni disabili - spiega Luigi D'Alonzo, direttore del Cedisma, il Centro studi su disabilità e marginalità della Cattolica - ma gli insegnanti di sostegno ormai non possono più prescinderne: sono strumenti di inclusione fondamentali, forse ancora più utili che per tutti gli altri alunni".
Un tema particolarmente caldo, in questi giorni, quello del sostegno: l'anno scolastico si è aperto con un buco gigantesco negli organici delle scuole milanesi e lombarde, dove mancano all'appello migliaia di insegnanti specializzati nell'assistenza ai portatori di handicap. Nelle scuole di città e provincia i presidi sono alla ricerca di più di 1600 supplenti. La maggior parte di quelli che entreranno in classe,però, non avrà alcuna specializzazione: per anni i corsi ad hoc sono stati bloccati e il risultato è che in tutta Italia i docenti di sostegno sono pochissimi. "Per questo motivo il Ministero quest'anno ci ha chiesto di formare il doppio degli insegnanti dello scorso anno - sottolinea D'Alonzo - corsi con 400 iscritti contro i 200 dello scorso anno. E all'interno di questi percorsi puntiamo tantissimo sulla multimedialità e le nuove tecnologie".
di Tiziana De Giorgio
(fonte: Press-In anno VII / n. 2037 - Repubblica.it del 19-09-2015)

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