«Il futuro è già qui, è solo distribuito male»

William Gibson

giovedì 19 gennaio 2017

Alunni disabili, il diritto sparito

Puff! Sparito tutto. Sul diritto (diritto!) dello scolaro disabile ad avere lo stesso insegnante un anno dopo l'altro, nel decreto attuativo della Buona scuola non c'è più una riga.
Eppure la legge 107 prevedeva che questo decreto disponesse «la revisione dei criteri d'inserimento nei ruoli per il sostegno didattico, al fine di garantire la continuità del diritto allo studio degli alunni con disabilità, in modo da rendere possibile allo studente di fruire dello stesso insegnante di sostegno per l'intero ordine o grado di istruzione». Macché... Certo, nel decreto arrivato ieri alla Camera c'è scritto che «la continuità educativa e didattica per gli alunni e gli studenti con disabilità certificata è garantita dal personale della scuola» e bla bla... E che «al fine di agevolare la continuità educativa e didattica (...) può essere proposto, non prima dell'avvio delle lezioni, ai docenti con contratto a tempo determinato per i posti di sostegno didattico», cioè ai supplenti, «e ferma restando la disponibilità dei posti e le operazioni relative al personale a tempo indeterminato, un ulteriore contratto a tempo determinato per l'anno scolastico successivo»... L'unica continuità vera, però, non riguarda i bambini down o autistici ma chi dovrebbe seguirli. I quali fino a ieri erano messi nella gabbia «docenti di sostegno» per almeno cinque anni mentre ora, prima di poter segare le sbarre per entrare fra i docenti comuni, in quella gabbia dovranno restarne dieci, di anni. Durante i quali tuttavia, purché restino in quel comparto, potranno senza limiti chiedere d'essere trasferiti da Cuneo a Bari o da Udine a Enna senza dover renderne conto all'alunno disabile, ai loro genitori, alla loro scuola. «È questa la continuità didattica prevista dalla legge e richiamata ripetutamente dalla ministra Fedeli?», sferza indignata la rivista tuttoscuola.com che in questi giorni ha posto il dibattito sullo «tsunami» nelle classi di sostegno. Se è questo il prezzo da pagare per far pace coi sindacati della scuola, chiedano almeno alle famiglie dei disabili se sono d'accordo a pagarlo...
di Gian Antonio Stella
Press-In anno IX / n. 183 
Il Corriere della Sera del 18-01-2017

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