«Il futuro è già qui, è solo distribuito male»

William Gibson

sabato 18 febbraio 2017

Guai a chi (non) tocca!

I libri tattili rappresentano uno dei primi approcci che i piccolissimi hanno con l'oggetto libro offrendo loro una varietà di stimoli ed emozioni che nascono dall'accostamento di percezioni e immagini
Chissà quante volte le nostre orecchie lo avranno ascoltato, chissà quante volte sguardi corrucciati hanno cacciato via le nostre piccole mani ammonendoci con un "non si tocca!" e chissà quante altre volte, diventati genitori, ammoniamo ignari figli alla scoperta della realtà che li circonda...Sì, perché la conoscenza del mondo per un bambino è di tipo plurisensoriale e tra tutti i sensi, il tatto è quello maggiormente usato: il tatto infatti completa una sensazione visiva e auditiva, dà altre informazioni utili alla conoscenza di tutto ciò che ci circonda.
Purtroppo il tatto, tra tutti i sensi è quello più bistrattato, mortificato, accantonato eppure, se opportunamente stimolato, apre porte su infinite sensazioni tutte da archiviare per tentare la conquista della conoscenza del mondo. Bruno Munari dedicò gran parte del suo lavoro al tatto e al suo sviluppo portando in giro per l'Italia'laboratori tattili' , oggi la sua lezione è stata felicemente raccolta da diversi editori che pubblicano libri da 'leggere' con le mani e di cui almeno una volta (anche da adulti!) consiglio di fare esperienza. Ma se c'è un progetto che ha catturato la mia attenzione e mi ha fatto spalancare di meraviglia occhi e bocca sono i libri di stoffa prodotti nonché promossi dall'associazione culturale "Le Carlotte" a cui si deve il progetto "Toccare per apprendere" che si pone come obiettivo principale quello di sviluppare la consapevolezza tattile nei più piccoli al fine di creare quella stratificazione di emozioni legate alla scoperta di materiali diversi che stimolano la curiosità e la fantasia.
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