ROVERETO. Prima sperimentazione in provincia promossa dalla facoltà di scienze cognitive.
«Ciao, eccomi qua. Oggi ci sono anch’io». Da un anno non può frequentare la scuola, bloccata a casa da una gravissima malattia. Adesso, grazie alla web cam, può farlo quando vuole. Per «entrare» in classe e comunicare efficacemente con docente e compagni basta accendere un computer e posizionare le due telecamere collocate in classe e a casa: «E’ stato stupendo», dice. Lei è una studentessa roveretana al 2º anno di liceo scientifico. La prima trentina a beneficiare della tele-lezione. Le applicazioni della semplice tecnologia sono diverse: «Prediligo le lezioni tradizionali - afferma la dirigente del liceo Rosmini Giovanna Sirotti -: il rapporto umano è fondamentale. Ma ammetto che, in casi del tutto particolari, la lezione a distanza può essere importante. Stiamo pensando di estendere l’applicazione della tele-lezione anche al contesto dei corsi di recupero pomeridiani. Per alcuni ragazzi infatti lo spostamento nel pomeriggio, in alcuni mesi dell’anno, può risultare difficoltoso».
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