Esce "Vivo, creo, sogno!", il primo libro del giovane stilista che a causa della tetraparesi spastica controlla appena un fascio di muscoli. Disegna grazie a un sensore. "Il mio sogno? Lavorare senza più barriere culturali".
NAPOLI - È il racconto di una vita straordinaria nella sua normalità, della forza d’animo di un ragazzo che si rifiuta di essere considerato un vegetale “solo” perché può controllare bene, suo malgrado, appena un fascio di muscoli. Esce nelle librerie d’Italia “Vivo, creo, sogno!” (Tullio Pironti Editore), il primo romanzo di Giacomo Alvino: trentacinque anni, disabile per un parto andato male, stilista d’alta moda (ha lavorato, tra gli altri, con la maison Gattinoni), insegnante di fashion design, e ora anche scrittore. Non un “genio creativo” ma un uomo che, con l’aiuto della famiglia, degli amici e della sua forza d’animo, è riuscito a superare quelle barriere fisiche da cui, peraltro, non sembra mai sentirsi imprigionato, perché vive, crea e sogna come una persona tra tante.
Ma la sua è una storia che ha i contorni dell’eccezionalità: è stato sotto i riflettori sin da piccolo – “ero il primo caso grave realmente inserito in una scuola normale”, racconta – ha recitato senza poter parlare, ballato, fatto le cose che fanno tutti gli adolescenti pieni di vita – dagli spinelli ai pigiama party – ed è arrivato a creare opere d’arte della moda con un cursore attaccato alla gamba destra. Nel libro, con toni lievi e sapida ironia, rivendica un suo posto nel mondo “normale”, fatto di persone ottuse “che mi prendono per cretino”, di gente che lo tratta come un bambino, di barriere assurde, leggi limitanti e ordinaria inciviltà, ma anche di ondate di amore che arrivano da più parti, di attestati di stima che prescindono dal pietismo, banale e scontato, per chi vive su una sedia a rotelle. Prima presentazione del libro: lunedì prossimo a Napoli alle 18.30 al teatro Augusteo.
(fonte: RedattoreSociale.it)
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento