«Il futuro è già qui, solo che non è equamente distribuito»

William Gibson

martedì 8 aprile 2008

Studenti disabili, a scuola arriva un aiuto in più

Nell’istituto Da Schio il Centro territoriale di supporto può contare su 29 mila euro per esigenze mirate. Per gli studenti disabili in arrivo strumenti didattici più mirati. Vicenza infatti è tra le prime province a sperimentare un nuovo servizio che dovrebbe servire a calibrare le singole esigenze e a rendere più efficaci le risposte, riducendone i tempi.
Dal 2006 nell'istituto professionale Da Schio in via Baden Powell è attivo un sevizio di supporto sull'uso delle tecnologie per gli alunni con disabilità (in provincia sono 2.600), attivato in base al progetto ministeriale "Nuove Tecnologie e Disabilità". Si tratta del Centro Territoriale di Supporto che offre consulenze, assistenza tecnico-didattica e possibilità di fornire alle scuole in comodato d'uso gratuito ausili e apparecchi particolari, come quelli che utilizzano il linguaggio brail, i sistemi di ingrandimento per gli ipovedenti, particolari tastiere e mouse. La novità è che da quest'anno a questo Centro di Supporto saranno affidate le risorse - 29 mila euro - assegnate «per finanziare l'acquisto di attrezzature e sussidi che favoriscono l'integrazione scolastica degli alunni disabili», spiega Flavio Fogarolo, insegnante vicentino tra gli ideatori del progetto "Nuove Tecnologie e Disabilità".
Se prima le scuole dovevano inoltrare la richiesta di queste attrezzature all'Ufficio scolastico provinciale, che procedeva poi ad incaricare un gruppo di consulenti per la valutazione dei bisogni, con la conseguente formazione di una graduatoria, ora è il Cts a pensare a tutto.
«L'obiettivo è organizzare un servizio che, con la consulenza, sia in grado di offrire direttamente anche gli strumenti, prevedendo anche una fase di prova e di addestramento». Perchè prima d'ora accadeva che ad alcune scuole «venissero assegnate attrezzature che risultavano non essere le più adatte», con un conseguente spreco di energie e di risorse. Questo perché la valutazione delle esigenze «si faceva in base alle carte, senza vedere i ragazzi, se non in casi eccezionali».
(fonte: Sophia.it)

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