«Il futuro è già qui, solo che non è equamente distribuito»

William Gibson

lunedì 1 settembre 2008

Controllo in punta di lingua

Un sistema che trasforma la bocca in un computer virtuale, per consentire ai tetraplegici di gestire gli oggetti circostanti. Dai ricercatori del Georgia Tech.
È uno degli organi più sensibili del nostro corpo, e assolve alcune funzioni essenziali: parlare, assaporare, baciare, inghiottire… E tra qualche tempo potrebbe anche trasformarsi in una sorta di joystick in grado di controllare ausili per disabili, dalla sedia a rotelle ai comandi per gli elettrodomestici. “Con un colpo di lingua un tetraplegico potrebbe gestire l’intero ambiente circostante”, spiega Maysam Ghovanloo, professore al Georgia Institute of Technology di Atlanta, che è a capo del progetto di ricerca Tongue Drive System.
Il sistema è composto da un magnete di appena tre millimetri posto sotto la punta della lingua, il cui movimento è riconosciuto dai sensori posti all’interno delle due guance. Questi inviano i dati al processore centrale, posizionato all’interno di un apparecchio simile a quello indossato dagli adolescenti per la correzione dentale, che trasforma i movimenti della lingua in comandi per i dispositivi elettronici. Una volta attivato, il sistema è in grado di riconoscere almeno sei movimenti: destra, sinistra, avanti, indietro, clic e doppio clic. Ma Ghovanloo spera di poter aggiungere presto altre posizioni, trasformando la superficie dentale in una vera e propria tastiera virtuale.
A differenza di altri sistemi già in uso, come quelli basati sul movimento degli occhi, ancora troppo complicati e costosi, il sistema linguale sembra essere estremamente flessibile. La lingua, per altro, è uno degli organi che più di frequente viene risparmiato dalla paralisi anche negli incidenti più gravi. I primi test condotti sugli studenti sono incoraggianti, e hanno attirato l’attenzione dei finanziatori: la National Science Found, con 120mila dollari, e la Fondazione Christopher e Dana Reeve, con 150mila.
Naturalmente restano da risolvere ancora diversi problemi: la durata delle batterie, le dimensioni del magnete, le capacità del software, e non ultima, l’estetica dell’apparecchio. E infine, riuscire a contenere i costi del sistema, rendendoli competitivi con quelli attualmente in uso.
(fonte: GalileoNet.It)

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