La prima cosa che dobbiamo tener presente è la mancanza di formazione nell'uso dell'informatica da parte dei singoli individui. Generalmente la gente tende ad usare il computer solo per alcuni scopi, quindi, impara solo le procedure di uso comune.
D'altra parte, se ci fosse un approccio più analitico ed approfondito nell'uso del PC da parte degli utenti, si eviterebbero molte spiacevoli e noiose interruzioni dello studio, o del lavoro.
In questi ultimi anni, sono nati corsi mirati al fine di colmare questo gap (Patente Europea del Computer ECDL). Purtroppo, nonostante questo, la situazione non è migliorata di molto.
Gli ipovedenti anziani affrontano in maniera traumatica l'apprendimento di questo strumento. Infatti, perdendo spesso l'acuità visiva in tarda età, questi individui devono fare i conti con l'uso di uno strumento che già non usavano o usavano poco, quindi, spesso a loro totalmente sconosciuto.
Purtroppo, il computer necessita di una certa elasticità di apprendimento, cosa che difficilmente si riscontra in soggetti che hanno subito un trauma così grave, come quello della forte riduzione della vista.
Sicuramente il sostegno della famiglia, coadiuvato dall'assistenza di personale specializzato in riabilitazione visiva e psicologica, ha un ruolo molto importante per queste persone, soprattutto per il loro reinserimento nel tessuto sociale.
Per quel che riguarda i giovani, il discorso è molto diverso. Infatti, la famiglia, trovandosi davanti ad un problema così grave, per così dire sconosciuto, dovrebbe essere aiutata ad affrontarlo con l'aiuto del corpo docente. La scuola dovrebbe esercitare un ruolo fondamentale per l'insegnamento e non solo per le materie scolastiche.
In particolare, per una persona il cui grado di apprendimento è sempre in relazione alla sua disabilità, i docenti dovrebbero cercare di minimizzare le barriere che si frappongono tra lo studente, il corpo docente e l'ambiente circostante, al fine di permettergli un apprendimento ed integrazione paritaria.
Purtroppo, il sistema scolastico non sempre riesce a mettere a disposizione insegnanti di sostegno che siano davvero in grado di avere le cognizioni tecniche ed informatiche adatte, in relazione alle persone che vengono loro assegnate, di conseguenza questi ultimi spesso, si trovano in estrema difficoltà.
A questo scopo, l'I.RI.FO.R., Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione dell'Unione, organizza periodicamente dei corsi di aggiornamento per insegnanti di sostegno che si trovano ad affrontare questo tipo di problematica.
Durante questi corsi, non sono solo affrontate le tematiche riabilitative informatiche, ma anche quelle psicologiche, riabilitative motorie, oculistiche ed ortottiche.
E' bene che gli insegnanti di sostegno siano a conoscenza del rapporto che un ipovedente ha con l'informatica. In sostanza si tratta di capire come utilizza un PC e di quali strumenti assistivi si serve per sopperire alla carenza visiva.
In primo luogo, è importante chiarire che i disabili visivi, quindi anche gli ipovedenti, utilizzano gli stessi supporti hardware/software usati dalle persone normodotate. Ne consegue che gli ipovedenti installano dei dispositivi software che permettono loro di minimizzare o, in alcuni casi, di annullare i problemi di visione che incontrano nell'uso del personal computer.
Innanzitutto, non tutti gli ipovedenti utilizzano gli strumenti assistivi per usare il personal computer, giacché il sistema operativo dà loro la possibilità di effettuare le personalizzazioni dei colori dello sfondo, del primo piano, delle icone, dei caratteri all'interno delle finestre e delle finestre stesse.
Alcuni, invece, preferiscono usare gli strumenti assistivi. Questi ultimi risultano essere molto più flessibili e ricchi di opzioni. E' doveroso sottolineare che la scelta dello strumento assistivo è molto personale e varia da caso a caso, valutando soprattutto in base alla tipologia di disabilità e del danno dell'apparato visivo.
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