«Il futuro è già qui, solo che non è equamente distribuito»

William Gibson

mercoledì 5 novembre 2008

Un voto per tutti

Per garantire il diritto anche alle persone disabili ci si è affidati a seggi computerizzati made in Italy.
Un voto che sia uguale per tutti. Con questo scopo le varie giurisdizioni degli Stati Uniti hanno stanziato in totale duecento milioni di dollari per le elezioni presidenziali. Anche il nostro paese farà la sua parte. Grazie ad Automark, un piccolo computer costruito con la collaborazione dell’azienda italiana Eurotech, persone con diversi tipi di disabilità, e quindi esigenze diverse tra loro, potranno infatti esprimere le proprie preferenze con la garanzia che il voto resti segreto.
Negli Usa sono cinquanta milioni le persone con una qualche forma di disabilità (fisiche o cognitive), trenta milioni quelle con una grave disabilità, circa il dieci per cento della popolazione. Per garantire le stesse possibilità di voto ai cittadini, il governo degli Usa ha approvato nel 2002 l'Help America Vote Act (Hava), una legge federale che, tra le altre misure volte a una maggiore trasparenza nelle elezioni, prevede l’applicazione di determinati principi affinché anche le persone con disabilità non incontrino ostacoli nell’esprimere le proprie idee politiche e possano farlo in segreto. Principi che saranno soddisfatti usando Automark. “Il sistema è stato testato con successo nelle scorse primarie statunitensi”, dice a Galileo Gregorio Nicoloso, amministratore delegato di Eurotech, “e ora verrà utilizzato nelle elezioni del Presidente e del Congresso”. Il suo costo è di circa cinquemila dollari per pezzo.
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L’esempio degli Stati Uniti potrebbe stimolare altri paesi a rendere più semplice l’espressione politica delle persone diversamente abili. E l’Italia? “Nel nostro paese non sarebbe solo possibile, ma necessario”, commenta Nicoloso, “visto che nei piccoli paesi è quasi impossibile portare a votare le persone con disabilità”.
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