Si chiama Braille Polaroid Camera ed è un concept dedicato a chi non vede ma non vuole perdersi quello che una macchina fotografica è in grado di riprendere. Un passo avanti tecnologico che potrebbe creare un prodotto di nicchia interessante, con un concept che tuttavia attualmente è ancora tutto da sviluppare.
E' stato realizzato da Son Seunghee, Lee Sukyung e Kim Hyunsoo: si tratta in realtà di una macchina fotografica tradizionale, con una funzione ereditata dalle classiche e vecchissime Polaroid in grado di stampare in pochi secondi la fotografia effettuata che regolarmente finiva per passare di mano in mano nel tentativo di asciugarsi completamente per avere un immediato risultato da poter visualizzare.
La differenza è che questa volta, Braille Polaroid Camera produce non una foto tradizionale, ma una simil stampa che tramite i classici dot del Braille, cerca di riprodurre fedelmente ciò che è stato catturato dall'obiettivo.
Per ora è un concetto più che un prodotto pronto a sbarcare sul mercato: una quantità di potenziali acquirenti indubbiamente limitata rispetto ai grandi numeri potrebbe recitare un ruolo non trascurabile nella volontà di produrla davvero. Al di là dell'idea, rimangono ancora alcune questioni non spiegate dai progettisti. Un esempio su tutti: il tipo di carta utilizzata per la stampa, ma anche la necessità di utilizzare delle ricariche per consentire la stampa in serie della stessa fotografia.
Senza dubbio qualora dovesse arrivare sul mercato per i non vedenti sarebbe un clamoroso passo avanti nella possibilità di fruire della gioia di «vedere» un paesaggio raccontato da una persona cara. Non più parole cui associare immagini ma «dot» cui associare delle forme. Un servizio socialmente utile: su cui forse varrebbe la pena investire sfidando leggi di mercato apparentemente infallibili.
(fonte: PressVisione anno VII / n. 844 del 22-12-2008 - Bresciaoggi)
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