«Il futuro è già qui, solo che non è equamente distribuito»

William Gibson

martedì 16 dicembre 2008

Muggia, lotta alla dislessia

Presentato un programma d'intervento nelle scuole. Sintetizzatori vocali e attività doposcuola.
MUGGIA. La dislessia è un disturbo dell'apprendimento che riguarda il 4% della popolazione scolastica muggesana. Infatti circa il 4% degli studenti presenta difficoltà di apprendimento certificate mentre il 20 manifesta difficoltà scolastiche, anche se non si tratta di disturbi specifici come appunto dislessia, discalculia o disgrafia. Cioè di ragazzi con un'intelligenza normale ma appunto affetti da disturbi nella scrittura, nella lettura e nel calcolo che li pongono in situazioni di disagio anche verso coetanei e compagni.
Se n'è parlato ieri nell'assemblea pubblica indetta alla Scuola Sauro per illustrare ai docenti muggesani e ai genitori degli alunni con difficoltà di apprendimento gli strumenti messi a disposizione dal Comune di Muggia attraverso il protocollo d'intesa siglato con l'Istituto comprensivo Lucio, l'Ospedale Burlo Garofolo, l'Associazione italiana dislessia e l'Azienda per servizi sanitari n. 1 (Distretto 3 - Unità operativa bambini adolescenti) per la soluzione dei problemi riscontrati a livello scolastico. Le iniziative previste dal Comune (verranno attuate attraverso un finaziamento specifico) partiranno a gennaio. All'inizio consisteranno in uno screening per valutare le situazioni più gravi. Per fronteggiare questi casi il Comune in un prossimo futuro metterà in campo tutti gli strumenti, dal doposcuola a supporti informatici specifici fino a sintetizzatori vocali, per portare i ragazzi a esprimersi al massimo delle proprie potenzialità. «Già da gennaio - spiega l'assessore alle Politiche giovanili Loredana Rossi intervenuta con quello alle Politiche sociali Giorgio Kosic, il dirigente scolastico del ”Lucio”, i referenti dell'Unità bambini adolescenti dell'Ass e i responsabili dell'Associazione dislessia e del Reparto neuropsichiatria del ”Burlo Garofolo” - con il protocollo intendiamo attivare uno sportello per gli insegnanti e uno per i genitori ma soprattutto allestire un tavolo di lavoro per seguire i casi emersi e indirizzare adeguatamente docenti e familiari tramite un'azione concertata, con incontri e verifiche periodiche tra tutti i soggetti interessati».
Le domande dei genitori, la cui aspettativa è che le eventuali difficoltà di apprendimento possano venire accertate il prima possibile, hanno riguardato soprattutto la dislessia. Più tecnici i quesiti rivolti dagli insegnanti. «I disturbi specifici (come appunto la dislessia) vengono valutati in base a parametri ben definiti dai protocolli diagnostici e si arriva ad accertarli escludendo disturbi neurologici, problemi sensoriali e situazioni psicologiche che possano essere responsabili della difficoltà riscontrata» ha spiegato l'assessore. «Il disturbo specifico necessita poi di un approccio terapeutico accanto al quale deve muoversi la scuola, che lo affiancherà - ha concluso Rossi - attrezzandosi con tutti gli strumenti adatti a consentire all'alunno che presentasse difficoltà di completare con profitto il percorso scolastico».
(fonte: PressIntegrazione anno VI / n. 696 del 16-12-2008 - Il Piccolo di Trieste)

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