Nuovo ulteriore ed importante riconoscimento da parte della Regione Liguria alla professionale attività dell’ISAH (Azienda Pubblica di Servizi alla Persona) rivolta alla riabilitazione delle persone affette da disabilità psico-fisica e sensoriale e delle persone anziane (otre 140 disabili e 35 anziani seguiti). Infatti, L’ISAH, grazie alla preziosa collaborazione con la Scuola Edile Imperiese è stato individuato dalla Regione Liguria quale sede operativa per la realizzazione del progetto “Creazione di Computori per disabili”.
Grazie a ciò verrà realizzato, presso la sede storica di piazza G. B. De Negri 4 ad Imperia, un laboratorio informatico formato da 5 postazioni più una per l’insegnante tutte collegate in rete e dotato di particolari ausili informatici per permettere l’apprendimento dell’uso dei computer anche alle persone affette da disabilità psico fisiche e sensoriali.
Referente del progetto sarà la dott.ssa Valeria Canetti terapista della Neuropsicomotricità dell’età evolutiva responsabile del Settore Terapie Riabilitative Convenzionali e Innovative dell’ISAH. Il progetto va così a rispondere all’esigenza di offrire a persone disabili (motori e sensoriali più o meno gravi) l’opportunità di socializzare e integrarsi liberamente nella vita di tutti i giorni. Recenti indagini sull’alfabetizzazione informatica hanno individuato nelle persone con disabilità una categoria potenzialmente soggetta al digital divide, ovvero soggetta al rischio di marginazione tecnologica e culturale.
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(fonte: SanremoNews.It)
sabato 30 agosto 2008
Su YouTube arrivano i sottotitoli
Basterà aggiungere un file per ogni lingua al momento dell’upload. Si spera in questo modo di superare molte barriere linguistiche, ma anche di indicizzare meglio i contenuti condivisi dagli utenti.
YouTube ha annunciato che è ora possibile inserire i sottotitoli su ciascun filmato caricato sul noto portale di video-sharing. Si spera in questo modo di superare le barriere linguistiche che spesso spingono molti utenti a non guardare i filmati in una lingua differente da quella del paese di appartenenza.
Per visualizzare i sottotitoli basta selezionare l’angolo in basso a destra del monitor di YouTube e cliccare sull’icona “CC”. Si, è la stessa di Creative Commons, ma si riferisce in realtà a “Closed Captions”: così sono chiamati in inglese i sottotitoli per non udenti solitamente utilizzati in tv.
Agli utenti basterà selezionare la traduzione preferita nel caso in cui il produttore ne abbia inserite di diverse.
Come nel caso di questo video della Bbc, disponibile in cinque lingue tra cui anche l’italiano. Al momento il servizio sembra funzionare solo sulle pagine di YouTube: in modalità embedding non compare l’icona CC.
Se dal punto di vista di chi guarda la funzionalità è davvero comoda, altrettanto non si può dire per l’inserimento dei sottotitoli, in quanto bisogna attenersi a specifici standard affinché le cose funzionino senza problemi. Ecco le indicazioni di YouTube:
Al momento supportiamo un semplice formato di sottotitoli che è compatibile con i formati noti come SubViewer (*.SUB) e SubRip (*.SRT). Sebbene sia possibile caricare i tuoi sottotitoli in qualsiasi formato, solo i formati supportati verranno visualizzati correttamente sulla pagina di riproduzione.
Il formato supportato consiste in un testo suddiviso in segmenti di sottotitoli distinti, in ordine cronologico. Ogni sottotitolo deve essere formato da tre parti:
1. Un timecode
2. Il testo del sottotitolo
3. Una riga vuota
Come sottolinea TechCrunch, questa nuova funzionalità tornerà molto utile anche alla stessa Google, che potrà indicizzare meglio i contenuti dei filmati e implementare strumenti di pubblicità mirata.
(fonte: MyTech.It)
YouTube ha annunciato che è ora possibile inserire i sottotitoli su ciascun filmato caricato sul noto portale di video-sharing. Si spera in questo modo di superare le barriere linguistiche che spesso spingono molti utenti a non guardare i filmati in una lingua differente da quella del paese di appartenenza.
Per visualizzare i sottotitoli basta selezionare l’angolo in basso a destra del monitor di YouTube e cliccare sull’icona “CC”. Si, è la stessa di Creative Commons, ma si riferisce in realtà a “Closed Captions”: così sono chiamati in inglese i sottotitoli per non udenti solitamente utilizzati in tv.
Agli utenti basterà selezionare la traduzione preferita nel caso in cui il produttore ne abbia inserite di diverse.
Come nel caso di questo video della Bbc, disponibile in cinque lingue tra cui anche l’italiano. Al momento il servizio sembra funzionare solo sulle pagine di YouTube: in modalità embedding non compare l’icona CC.
Se dal punto di vista di chi guarda la funzionalità è davvero comoda, altrettanto non si può dire per l’inserimento dei sottotitoli, in quanto bisogna attenersi a specifici standard affinché le cose funzionino senza problemi. Ecco le indicazioni di YouTube:
Al momento supportiamo un semplice formato di sottotitoli che è compatibile con i formati noti come SubViewer (*.SUB) e SubRip (*.SRT). Sebbene sia possibile caricare i tuoi sottotitoli in qualsiasi formato, solo i formati supportati verranno visualizzati correttamente sulla pagina di riproduzione.
Il formato supportato consiste in un testo suddiviso in segmenti di sottotitoli distinti, in ordine cronologico. Ogni sottotitolo deve essere formato da tre parti:
1. Un timecode
2. Il testo del sottotitolo
3. Una riga vuota
Come sottolinea TechCrunch, questa nuova funzionalità tornerà molto utile anche alla stessa Google, che potrà indicizzare meglio i contenuti dei filmati e implementare strumenti di pubblicità mirata.
(fonte: MyTech.It)
giovedì 28 agosto 2008
L'IPTV per non udenti? Vai col business
VeeSee è un canale IPTV completamente in British Sign Language (BSL), lingua dei segni inglese, e una piattaforma che promette applicazioni 2.0 e contenuti generati dagli utenti, completamente dedicata alla comunità dei non udenti del Regno Unito.
Ne parla BBC, nel quadro di un progressivo ampliarsi delle offerte accessibili a favore degli audiolesi; raccoglie l'approvazione di Crunchgear, che definisce la piattaforma un prodotto della tecnologia per una buona causa.
Scaturita dalle esperienze della rodata interprete BSL Susie Grant, volta a colmare le lacune, i ritardi e il disinteresse della tv tradizionale nei confronti della comunità non udente, VeeSee è innanzitutto uno dei 900 canali ospitati dal portale ViewTV. "Rappresenta un esempio di come l'IPTV possa raggiungere un mercato che i broadcaster tradizionali non hanno saputo conquistare", ha annunciato il direttore di ViewTv, Jamie Branson.
VeeSee per ora vanta un notiziario quotidiano, offre contenuti per poche ore al giorno, in BSL o sottotitolati, con la promessa di estendere la programmazione all'intero arco della giornata. Ma la sua caratteristica peculiare è il costante feedback con i suoi utenti e la massima apertura ai loro contributi. VeeSee nasce dal desiderio di Grant di abbattere le barriere che impediscono di esprimersi a persone non udent, dotate di talento: per questo motivo VeeSee invita gli utenti ad inviare materiale, news o contenuti di intrattenimento che siano, perché venga rilanciato sul canale tv, consentendo agli autori di ottenere visibilità e di venire retribuiti. Il modello di business del canale IPTV non è ancora definito, ma è probabile che ritaglierà un'offerta premium, fruibile a pagamento.
VeeSee si propone non solo come canale televisivo online, ma come un punto di riferimento per la comunità non udente inglese, ricalcando alcuni fenomeni che in Rete riscuotono successo. Ci sarà spazio per strumenti di social networking, approntati per consentire agli utenti di esprimersi in BSL, attraverso sessioni di videoconferenza; VeeSee si configura inoltre come una piattaforma per la compravendita dei prodotti più disparati, come fosse eBay; offre uno spazio per promuovere e vendere le proprie "guide" e i propri pacchetti educativi distribuiti via video, prodotti da non udenti, tagliati su misura per le esigenze della comunità non udente.
Tempera l'entusiasmo dimostrato dai media la blogger Alison Bryan, che traccia un'analisi completa di SeeVee dalla prospettiva di un'attenta osservatrice della Rete, non udente. Un'analisi che si infiamma e diventa uno scontro con l'aggressiva promotrice della piattaforma, e che scatena commenti mordaci presso altri blogger.
VeeSee è un'accozzaglia di servizi troppo pretenziosa e confusionaria, osserva il blogger Tony Nicholas, problemi di accessibilità, legati al browser e alle caratteristiche degli utenti con deficit uditivi, costellano tutto il sito.
L'integrazione della lingua dei segni è solo parziale, sottolinea Rob Wilks, e periodi eccessivamente lunghi e contorti complicano le già fumose condizioni per l'utilizzo del servizio, di difficile comprensione per il pubblico non udente, per cui l'inglese rappresenta una seconda lingua. Solo Internet Explorer consente di fruire appieno del sito e, per i contenuti video, è necessaria una versione aggiornata di Windows Media Player. Offrire al pubblico una replica di servizi che operano su scala globale in Rete, senza rilasciarne le API, inoltre, rischia di condannare VeeSee e i suoi utenti all'isolamento.
Alison Bryan paventa che VeeSee possa fungere da perno ad una comunità chiusa, amministrata in maniera centralizzata e paternalistica, mancando di cogliere la filosofia di apertura e le potenzialità che la Rete sottende. Potenzialità che la comunità dei non udenti ha imparato a sfruttare per comunicare, per esprimersi e per abbattere l'alone di diffidenza che circonda l'alterità.
(fonte: PuntoInformatico.It)
Ne parla BBC, nel quadro di un progressivo ampliarsi delle offerte accessibili a favore degli audiolesi; raccoglie l'approvazione di Crunchgear, che definisce la piattaforma un prodotto della tecnologia per una buona causa.
Scaturita dalle esperienze della rodata interprete BSL Susie Grant, volta a colmare le lacune, i ritardi e il disinteresse della tv tradizionale nei confronti della comunità non udente, VeeSee è innanzitutto uno dei 900 canali ospitati dal portale ViewTV. "Rappresenta un esempio di come l'IPTV possa raggiungere un mercato che i broadcaster tradizionali non hanno saputo conquistare", ha annunciato il direttore di ViewTv, Jamie Branson.
VeeSee per ora vanta un notiziario quotidiano, offre contenuti per poche ore al giorno, in BSL o sottotitolati, con la promessa di estendere la programmazione all'intero arco della giornata. Ma la sua caratteristica peculiare è il costante feedback con i suoi utenti e la massima apertura ai loro contributi. VeeSee nasce dal desiderio di Grant di abbattere le barriere che impediscono di esprimersi a persone non udent, dotate di talento: per questo motivo VeeSee invita gli utenti ad inviare materiale, news o contenuti di intrattenimento che siano, perché venga rilanciato sul canale tv, consentendo agli autori di ottenere visibilità e di venire retribuiti. Il modello di business del canale IPTV non è ancora definito, ma è probabile che ritaglierà un'offerta premium, fruibile a pagamento.
VeeSee si propone non solo come canale televisivo online, ma come un punto di riferimento per la comunità non udente inglese, ricalcando alcuni fenomeni che in Rete riscuotono successo. Ci sarà spazio per strumenti di social networking, approntati per consentire agli utenti di esprimersi in BSL, attraverso sessioni di videoconferenza; VeeSee si configura inoltre come una piattaforma per la compravendita dei prodotti più disparati, come fosse eBay; offre uno spazio per promuovere e vendere le proprie "guide" e i propri pacchetti educativi distribuiti via video, prodotti da non udenti, tagliati su misura per le esigenze della comunità non udente.
Tempera l'entusiasmo dimostrato dai media la blogger Alison Bryan, che traccia un'analisi completa di SeeVee dalla prospettiva di un'attenta osservatrice della Rete, non udente. Un'analisi che si infiamma e diventa uno scontro con l'aggressiva promotrice della piattaforma, e che scatena commenti mordaci presso altri blogger.
VeeSee è un'accozzaglia di servizi troppo pretenziosa e confusionaria, osserva il blogger Tony Nicholas, problemi di accessibilità, legati al browser e alle caratteristiche degli utenti con deficit uditivi, costellano tutto il sito.
L'integrazione della lingua dei segni è solo parziale, sottolinea Rob Wilks, e periodi eccessivamente lunghi e contorti complicano le già fumose condizioni per l'utilizzo del servizio, di difficile comprensione per il pubblico non udente, per cui l'inglese rappresenta una seconda lingua. Solo Internet Explorer consente di fruire appieno del sito e, per i contenuti video, è necessaria una versione aggiornata di Windows Media Player. Offrire al pubblico una replica di servizi che operano su scala globale in Rete, senza rilasciarne le API, inoltre, rischia di condannare VeeSee e i suoi utenti all'isolamento.
Alison Bryan paventa che VeeSee possa fungere da perno ad una comunità chiusa, amministrata in maniera centralizzata e paternalistica, mancando di cogliere la filosofia di apertura e le potenzialità che la Rete sottende. Potenzialità che la comunità dei non udenti ha imparato a sfruttare per comunicare, per esprimersi e per abbattere l'alone di diffidenza che circonda l'alterità.
(fonte: PuntoInformatico.It)
lunedì 25 agosto 2008
Videogiochi accessibili? Non è fantascienza
Per la prima volta l’assistente di un famoso professore della University of Nevada di Reno ha reso accessibile i videogiochi anche alle persone non vedenti: non è fantascienza, ma un progetto che utilizza le vibrazioni per comunicare cosa fare.
Game-accessibility.com è un progetto che investe sull'accessibilità dei videogiochi e rende, appunto, accessibile, la tecnologia ai giovani con disabilità. Il sito intende, nello specifico, informare i giocatori disabili sulla disponibilità di videogiochi accessibili e sul loro funzionamento, ma anche essere un punto di riferimento scientifico per tutti quei ricercatori, giornalisti e informatori che intendano promuovere questi buoni esempi di accessibilità. "The Game Accessibility project" si legge sul sito "has been made possible by a financial contribution from NSGK (Dutch Foundation for the Disabled Child) and SNS Bank".
E accade così, in questo ambiente, che per la prima volta al mondo l'assistente di un famoso professore della University of Nevada di Reno ha reso accessibile i videogiochi anche alle persone non vedenti. Fantascienza? No realtà. Semplicissima, tra l'altro: c'è un guanto che, grazie ad un sistema di vibrazioni interne, guida la persona non vedente nelle mosse da fare. "Blind Hero", questo il nome dell'audace invenzione, è solo il primo passo di una ricerca molto più ampia che si interroga su come rendere accessibile qualsiasi consolle. Attraverso tecniche che semplificano i comandi, infatti, i ricercatori del progetto pensano sia ipotizzabile nell'immediato futuro permettere ai disabili sensoriali di giocare ai videogames.
(fonte: SuperAbile.It)
Game-accessibility.com è un progetto che investe sull'accessibilità dei videogiochi e rende, appunto, accessibile, la tecnologia ai giovani con disabilità. Il sito intende, nello specifico, informare i giocatori disabili sulla disponibilità di videogiochi accessibili e sul loro funzionamento, ma anche essere un punto di riferimento scientifico per tutti quei ricercatori, giornalisti e informatori che intendano promuovere questi buoni esempi di accessibilità. "The Game Accessibility project" si legge sul sito "has been made possible by a financial contribution from NSGK (Dutch Foundation for the Disabled Child) and SNS Bank".
E accade così, in questo ambiente, che per la prima volta al mondo l'assistente di un famoso professore della University of Nevada di Reno ha reso accessibile i videogiochi anche alle persone non vedenti. Fantascienza? No realtà. Semplicissima, tra l'altro: c'è un guanto che, grazie ad un sistema di vibrazioni interne, guida la persona non vedente nelle mosse da fare. "Blind Hero", questo il nome dell'audace invenzione, è solo il primo passo di una ricerca molto più ampia che si interroga su come rendere accessibile qualsiasi consolle. Attraverso tecniche che semplificano i comandi, infatti, i ricercatori del progetto pensano sia ipotizzabile nell'immediato futuro permettere ai disabili sensoriali di giocare ai videogames.
(fonte: SuperAbile.It)
Braille e SMS insieme, senza cellulare
Un progetto giapponese promette di far dialogare sordomuti e ciechi tra loro a mezzo messaggini. Secondo l'inventore è economico e facile da usare.
Una nuova tecnologia assistiva potrebbe aiutare chi ha difficoltà a comunicare sfruttando un particolare metodo di gestione degli SMS: si chiama B&D messenger ed è stato progettato dal giapponese Okada Noriaki.
Il sistema sfrutta il codice Braille in modo particolare: gli scenari d'uso, di cui l'inventore dà ampia illustrazione sul suo sito, sono già numerosi. Un non vedente, ad esempio, può ascoltare e parlare, oppure utilizzare il Braille come metodo tattile. Un sordomuto, invece, può leggere e scrivere o comunicare con il linguaggio dei segni. Il sistema inventato da Noriaki, invece di limitarsi ad una particolare videochiamata concepita per chi non sente o non parla, permette il dialogo anche tra un non vedente e un sordomuto.
Non si tratta del primo sistema di questo genere, ma l'inventore sostiene che il proprio progetto sia il più semplice ed economico. Tra l'altro, come si può evincere dai filmati presenti sul sito, può lavorare in abbinamento ad un cellulare ma è in grado di agire anche senza di esso: i messaggi scritti su una tastiera - che provengano da un telefonino tradizionale o dalla tastiera propria del progetto - vengono ricevuti e decodificati da una matrice Braille semovente, che trasmette al dito il relativo codice.
Se in fase produttiva l'apparecchio risulterà effettivamente economico e sarà realizzato con foggia e dimensioni idonee all'uso che si prefigge (le foto sul sito si riferiscono al prototipo) potrebbe risultare comodo, in quanto svincolerebbe dall'obbligo di impiegare un cellulare per far transitare messaggi e comunicazioni.
(fonte: Punto-Informatico.It)
Una nuova tecnologia assistiva potrebbe aiutare chi ha difficoltà a comunicare sfruttando un particolare metodo di gestione degli SMS: si chiama B&D messenger ed è stato progettato dal giapponese Okada Noriaki.
Il sistema sfrutta il codice Braille in modo particolare: gli scenari d'uso, di cui l'inventore dà ampia illustrazione sul suo sito, sono già numerosi. Un non vedente, ad esempio, può ascoltare e parlare, oppure utilizzare il Braille come metodo tattile. Un sordomuto, invece, può leggere e scrivere o comunicare con il linguaggio dei segni. Il sistema inventato da Noriaki, invece di limitarsi ad una particolare videochiamata concepita per chi non sente o non parla, permette il dialogo anche tra un non vedente e un sordomuto.
Non si tratta del primo sistema di questo genere, ma l'inventore sostiene che il proprio progetto sia il più semplice ed economico. Tra l'altro, come si può evincere dai filmati presenti sul sito, può lavorare in abbinamento ad un cellulare ma è in grado di agire anche senza di esso: i messaggi scritti su una tastiera - che provengano da un telefonino tradizionale o dalla tastiera propria del progetto - vengono ricevuti e decodificati da una matrice Braille semovente, che trasmette al dito il relativo codice.
Se in fase produttiva l'apparecchio risulterà effettivamente economico e sarà realizzato con foggia e dimensioni idonee all'uso che si prefigge (le foto sul sito si riferiscono al prototipo) potrebbe risultare comodo, in quanto svincolerebbe dall'obbligo di impiegare un cellulare per far transitare messaggi e comunicazioni.
(fonte: Punto-Informatico.It)
venerdì 1 agosto 2008
QUID - Quadrimestrale di Informatica e Disabilità
La rivista si rivolge a tutti coloro che sono interessati all’utilizzo delle tecnologie informatiche ed elettroniche per il miglioramento dell’autonomia delle persone con disabilità, in particolare le per-sone disabili, i professionisti della riabilitazione, dell’educazione e del sociale, gli esperti di ausili, le aziende, i formatori, i ricercatori, ecc..
Clicca per scaricare la rivista n.3 in Pdf - Anno 2 - 2008 >>
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Estese le convenzioni per i testi in formato digitale
Si informa che è stata estesa l'efficacia delle convenzioni, stipulate dall'Associazione Italiana Dislessia con più di 90 case editrici per l'ottenimento di testi in formato digitale, a tutti i soggetti contemplati dalla legge 104/92.
In ragione di ciò, anche i non vedenti ed ipovedenti possono avvalersi del servizio che permette loro di procurarsi, mediante l'inoltro delle richieste debitamente compilate secondo le indicazioni fornite dal sito www.aiditalia.org al link Biblioteca Digitale www.biblioaid.it, i libri accessibili in svariate materie di interesse.
Siffatto sistema determinerà un notevole beneficio per un elevato numero di lettori: in particolare, gioverà agli studenti di ogni ordine e grado poichè costituirà per costoro un canale ulteriore e suppletivo, rispetto a quelli già esistenti, tramite il quale acquisire materiale direttamente consultabile.
Peraltro, i soggetti testè citati risulteranno maggiormente autonomi nelle attività di studio, in quanto si ridurranno le tempistiche per il reperimento di testi accessibili e diminuiranno, se pur parzialmente, le gravose attività di scansione degli scritti tanto per i discenti quanto per i genitori od assistenti che, frequentemente, prestano la propria collaborazione, con notevole spendita di energie ed impegno, per un proficuo espletamento delle operazioni in questione.
(fonte: ListaVista.It)
In ragione di ciò, anche i non vedenti ed ipovedenti possono avvalersi del servizio che permette loro di procurarsi, mediante l'inoltro delle richieste debitamente compilate secondo le indicazioni fornite dal sito www.aiditalia.org al link Biblioteca Digitale www.biblioaid.it, i libri accessibili in svariate materie di interesse.
Siffatto sistema determinerà un notevole beneficio per un elevato numero di lettori: in particolare, gioverà agli studenti di ogni ordine e grado poichè costituirà per costoro un canale ulteriore e suppletivo, rispetto a quelli già esistenti, tramite il quale acquisire materiale direttamente consultabile.
Peraltro, i soggetti testè citati risulteranno maggiormente autonomi nelle attività di studio, in quanto si ridurranno le tempistiche per il reperimento di testi accessibili e diminuiranno, se pur parzialmente, le gravose attività di scansione degli scritti tanto per i discenti quanto per i genitori od assistenti che, frequentemente, prestano la propria collaborazione, con notevole spendita di energie ed impegno, per un proficuo espletamento delle operazioni in questione.
(fonte: ListaVista.It)
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