«Il futuro è già qui, solo che non è equamente distribuito»

William Gibson

martedì 10 febbraio 2009

Bologna. Con la tecnologia i bambini ricoverati entrano in classe

Presentato al Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna un progetto che, attraverso monitor "touchscreen", permette ai piccoli pazienti di oncoematologia pediatrica, cardiologia e cardiochirurgia pediatrica di partecipare direttamente dal reparto alle attività in classe, di collegarsi con i propri familiari a casa e di accedere a programmi di intrattenimento. Il progetto, sviluppato dall'Azienda Ospedaliero-Universitaria con Telecom Italia, Scuola media Irnerio, con la supervisione del CNR, consente ai bambini di partecipare alla vita sociale e ai medici di disporre di strumenti evoluti a supporto dei processi di cura della persona.
Consentire ai bambini ricoverati in ospedale di partecipare anche nella fase della degenza alle attiviità in classe, o di collegarsi con i propri familiari a casa. Questa opportunità è data dal progetto "Smart Inclusion", presentato al Policlinico Sant´Orsola -Malpighi di Bologna e realizzato dall´Azienda ospedaliero-Universitaria, Telecom Italia, Scuola Media Irnerio, con la supervisione della sezione bolognese dell´Isof, Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività che fa capo al Cnr (il Consiglio nazionale delle ricerche).
Il progetto coinvolge i bambini dei reparti di oncoematologia pediatrica, cardiologia e cardiochirurgia pediatrica che oltre ai servizi di teledidattica e oltre a collegarsi con la propria abitazione, potranno avere accesso a programmi di intrattenimento. La novità è che tutti i servizi proposti sono integrati in un´unica piattaforma tecnologica, sviluppata da Telecom Italia, che consentirà ai medici di gestire i dati clinici, potendo dunque disporre di un ulteriore strumento a supporto dei processi di cura.
Il progetto, che si affianca ai programmi didattici tradizionali già attivi presso i reparti di pediatria del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, favorisce l’integrazione sociale e culturale tra i pazienti lungodegenti, la scuola e la famiglia.
Il progetto "Smart Inclusion" >>
(fonte: Sophia.It)

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