A luglio compie novant’anni, ma a sentire la sua voce vivace e la sua prontezza non si direbbe affatto. Vive a Milano con suo marito che da qualche tempo accudisce visto che ha qualche problema di salute e, pur facendosi aiutare ogni tanto da sua figlia, è più che autonoma.
A rendere il tutto davvero sorprendente si aggiunga che Matilde Villa, la protagonista di questo racconto, è non vedente da circa 55 anni. Ma grazie all’aiuto delle tecnologie e dei software per disabili, oltre che alla sua vitalità, Matilde riesce a vivere una vita autosufficiente.
E la sua particolare testimonianza sarà video d’apertura di “Donne e tecnologie”, uno dei dibattiti di web@lfemminile, la maratona on line di 24 ore del 31 marzo dedicata alle pari opportunità, sul sito http://www.webalfemminile.it/ .
Nella sua quotidianità la signora Matilde ha a che fare con mezzi tecnologici, sia specifici per non vedenti che non. Ecco così il telefono fisso e il cellulare comuni, indispensabili per ordinare la spesa dal macellaio o dall’ortolano di fiducia o per chiedere acquisti più corposi alla figlia, oppure la bilancia parlante che esprime in voce i pesi degli oggetto. O ecco il computer che le permette di leggere tutti i libri che desidera: “Così posso leggere tutti i volumi che voglio, acquistati in una comune libreria” ci racconta. “Nelle librerie dei ciechi invece la scelta è più limitata e non ci sono le ultime novità. Basta che apra un libro, lo metta sopra lo scanner e faccia partire la lettura: ed ecco che una voce legge per me”.
Il computer si basa su un connubio tra sistema per vedenti ICR (Intelligent Character Reading) e uno di sintesi vocale per non vedenti, che traduce in voce i caratteri già trasformati da immagine a testo scritto.
“La tecnologia è fondamentale per superare le barriere della disabilità” ci dice Nunzio Laferlita, fornitore di questo “computer speciale” ma soprattutto uno dei pionieri italiani della diffusione dei sistemi informatici per non vedenti, da ventitré anni attivo nel settore e primo ad aver introdotto in Italia il Talks per far parlare il telefonino (prima distribuito da Telecom e ora da Vodafone e dall’Unione ciechi). “Per i non vedenti il primo passo è stato fatto nell’Ottocento con il Braille. Il secondo balzo in avanti risale ai primi anni Ottanta con l’introduzione del personal computer, che ha consentito loro di perfezionare il loro accesso alla cultura. Ora la terza fase è quella del telefonino che offre un maggior grado di libertà, con funzioni che permettono di sostituire agli occhi le orecchie”. E la tappa del futuro quale sarà? “All’orizzonte vedo l’occhio bionico, che mi auguro arriverà tra una decina di anni. Ci sono già esperimenti in Inghilterra e Giappone, che permettono di percepire una piccola realtà di quanto è attorno in bianco e nero. Ma ancora la tecnica è troppo invasiva…”.
L’ingegnere Laferlita la signora Villa la conosce bene… “Legge così tanto che una volta mi ha chiamato perché il computer si era bloccato e non riusciva più a proseguire con la lettura. Ebbene, c’erano 3.500 pagine memorizzate e aveva intasato la memoria del pc”. È bastato cancellarle. E ora la signora Villa può continuare la sua lettura, e raccontarci la sua magnifica esperienza.
(fonte: Panorama.It)
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