Gli audiolibri in Usa hanno un grande mercato. Questo spiega perché la recente presentazione del nuovo Kindle, il lattiginoso ebook reader di Amazon, abbia scatenato qualche polemica.
Il Kindle 2 infatti, a differenza del predecessore, ha una funzione di lettura vocale dei libri elettronici. L'associazione che tutela gli interessi degli autori ed editori americani, la Authors Guild, ha immediatamente minacciato cataclismi legali per l'utilizzo non concordato dei propri testi 'recitati' da Kindle. Sono bastati alcuni giorni di conciliaboli fra le parti per trovare una soluzione al caso: le funzioni 'text to speech' del Kindle sono state infine disabilitate per non turbare il florido mercato, anche se la voce sintetica del lettore certamente non era paragonabile alla recitazione professionale degli audiolibri. Meglio non correre rischi, hanno pensato gli editori, magari la tecnologia consentirà domani miglioramenti della sintesi vocale e Ungaretti potrà recitarci 'Natale' dal cuore elettronico di un ebook reader, con tanti saluti ai nostri preziosi audiolibri. Meglio non correre rischi, devono aver pensato anche ad Amazon, ragionando sul mercato delle proprie vendite di libri in Rete che dagli editori in buona parte dipende. Accadde qualcosa di simile un decennio fa quando i discografici americani trascinarono in tribunale la prima azienda che osò mettere in vendita un lettore mp3. Tentativi di imbrigliare la tecnologia. In quell'occasione però andò a finire diversamente.
(fonte: Press-IN anno I / n. 711 - L'Espresso del 09-04-2009)
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Press-IN è un'iniziativa del
Progetto Lettura Agevolata del Comune di Venezia.
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