"Per una ragazza che non cammina, non usa le mani e non parla (si impiega dai 3 ai 6 mesi per entrare nell'ottica del suo linguaggio) abbiamo ideato un software al computer che le permette di comunicare: lei con dei gesti tocca una barra dotata di sensori e via via costruisce parole e frasi. Si laurea a giugno. E sia chiaro, è tutta farina del suo sacco".
Il diritto allo studio universitario per i disabili è un tema delicato: «Nel nostro ateneo, a differenza di altri, non siamo riusciti a mettere in piedi un servizio di trasporto che accompagni i ragazzi da casa alle facoltà come volevamo», ammette la responsabile Valeria Lorenzini. Ma la stessa Lorenzini offre uno spunto per misurare anche quanto è stato fatto. «La nostra filosofia dice è venire incontro ai ragazzi il più possibile». E basta poco per testarne il successo. Lorenzo Mattioli e Francesca Sbianchi, infatti, sono ben felici di raccontare le loro storie. Lui è di Bettona e ha una grave malattia al sistema immunitario, che limita al minimo le sue uscite da casa e i contatti esterni. Lei, di Bastia, è ipovedente e fin da piccola si è aiutata nella lettura con ingranditori. Poi c'è la mamma di Marco Tittarelli, Paola, impegnata a fare in modo che anche il suo ragazzo autistico possa sentirsi realizzato, grazie agli studi e un lavoro gratificante. Le loro vite, dall'inizio di maggio, sono in qualche modo ripartite. Dopo la pausa di circa 5 mesi per la sistematizzazione del servizio, infatti, il tutoraggio all'Università è stato riattivato. E ora al loro fianco c'è per 14 ore la settimana un operatore specializzato pagato dall'Ateneo. «Nelle circa tre ore al giorno che il tutor sta con me mi aiuta a prendere i libri oppure va in facoltà a ritirare documenti o dispense dei professori spiega Mattioli, che ha 22 anni . Sono al terzo anno del corso di laurea in Scienze politiche e ho già dato sei esami. Ritengo il servizio insostituibile: visto che non posso seguire, l'operatore mi cadenza il lavoro. Solo all'inizio, per qualche mese, ho provato a studiare da solo. Come ho fatto durante i mesi di stop al tutoraggio, ma sono stato un po' più lento. Comunque i professori sono sempre stati disponibilissimi a venire incontro alle mie esigenze». Tanto che Mattioli non ha dubbi sul potersi laureare: «Ho una grande passione per la politica e spero di farlo attivamente. Per ora sono solo iscritto ad un partito». «E' naturale venirgli incontro, con tipologie di esami ad hoc spiega Lorenzini : la legge ci pone dei lacci, ci mette a volte dei bastoni fra le ruote, rimanendo vaga o imponendo comportamenti dei tutor predefiniti. Noi però cerchiamo una soluzione per ogni ragazzo. Guai inf atti a pensare che i disabili siano facilitati: con loro applichiamo solo modalità di esame diverse, ma i programmi sono uguali a quelli di tutti gli studenti. «Io al liceo ho studiato sempre da sola esordisce Francesca Sbianchi (nella foto sopra) , ma in quinta le mie condizioni erano peggiorate e mi sarebbe dispiaciuto smettere di studiare». Così, iscritta alla triennale di Relazioni internazionali (Scienze politiche) ha fatto richiesta di tutoraggio: «Non hanno trovato subito una persona e lì è stato grande l'aiuto dei compagni di corso, come Alessio Teopini, che tengo a ringraziare. Oltre a cavarmela da sola con fotocopie ingrandite e lente d'ingrandimento». E' per la lettura, infatti, che il tutor è un appoggio alla Sbianchi, alleggerendole lo sforzo della vista: «Ci tengo troppo all'Università, ce l'avrei fatta lo stesso, ma senza operatore l'avrei finita molto più lentamente». Lei si sta infatti per laureare, a neanche 22 anni: «Sto preparando la tesi e visto che i volumi hanno tante pagine il tutor legge dei passi e io ripeto». CHI INVECE, grazie al riavvio del servizio di tutoraggio, è di nuovo tornato sui banchi è Marco Tittarelli: «Per noi, finalmente un po' di serenità», confessa la mamma Paola, di Bastia. Tittarelli è al primo anno di Scienze dell'Educazione (facoltà di Scienze della Formazione) e il tutor in classe lo aiuta a seguire le spiegazioni dei prof, trattenendo la sua attenzione sfuggente. Marco, seguendo delle sollecitazioni, comunica scrivendo al computer. E per il 13 luglio è previsto il suo primo esame. Come alle superiori, anche l'ateneo ha adeguato il metodo: la prova sarà probabilmente a scelta multipla, così che con un'ora in più ce la farà a indicare le risposte. Marco ha infatti inziato con psicologia, una delle materie più ostiche. «E' vero conferma Paola , ma grazie all'educatore che si è laureato nella stessa facoltà e conosce bene l'ambiente, siamo riusciti a superare anche delle piccole incompr ensioni con l'insegnante. E poi il tutor incontra spesso i professori, per permettere a Marco di integrarsi meglio». Uno dei vantaggi di un servizio «personalizzato».
(fonte: Press-IN anno I / n. 1344 - La Nazione del 11-06-2009)
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