«Il futuro è già qui, solo che non è equamente distribuito»

William Gibson

domenica 2 agosto 2009

Ci sono giorni in cui...

In cui il nostro lavoro e la nostra fatica vengono ripagati da un sorriso, e tutto acquista un senso ancora più pieno.
di PAOLA LIMONE
Questo è stato per me uno di quei giorni.

Nel mese di maggio 2009 la mamma di un mio allievo mi ha raccontato di Luca, inserito in una classe seconda di scuola primaria in cui insegna sua sorella.
Il primo anno di scuola Luca sembrava vivere in un mondo tutto suo: non accettava il contatto oculare, non parlava né comunicava in alcun modo, non aveva il controllo oculo-motorio nella motricità fine,apparentemente si estraniava da tutto ciò che succedeva in classe e si soffermava su un’attività solo per pochi minuti.
Le insegnanti tuttavia sono sempre state concordi nel non portare fuori dall’aula il bambino e lavorare sempre cercando collegamenti con ciò che veniva proposto alla classe e di renderlo partecipe alla vita scolastica. I compagni sono stati educati all’accoglienza e all’attenzione dei bisogni di Luca e condividono con le insegnanti la soddisfazione per ogni suo progresso.
Dopo qualche mese, si è verificata un’apertura significativa nella relazione e un miglioramento nell’attenzione e concentrazione.
Le insegnanti con la logopedista e gli specialisti referenti del caso hanno pensato di usare il computer in classe utilizzando una tastiera facilitata molto colorata con caratteri grandi e chiari. Sono state programmate attività linguistiche ed è stato predisposto materiale mirato al superamento delle sue difficoltà. Le insegnanti di sostegno e di lingua hanno appreso dalla logopedista la tecnica della comunicazione facilitata utilizzando il supporto fisico mano su mano per stabilizzare il movimento.
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