Una banca dati a livello nazionale, ancora in fase di realizzazione, è al centro di questo progetto che mira a realizzare un vocabolario online della lingua dei segni.
Provate ad immaginare di camminare in città e di venire fermati da uno straniero che, in una lingua straniera, vi chiede alcune informazioni e voi che gli rispondete nella sua lingua. Oppure ripensate ad una vostra vacanza all’estero e all’ostacolo che una lingua che non conoscete può rappresentare in molte occasioni. Molto spesso, grazie alle fatiche scolastiche, chi ha studiato in Ticino è in grado di cavarsi d’impiccio quasi ovunque; in Europa o addirittura in altri continenti. Sfortunatamente non altrettanto succede ai sordomuti che, anche in patria, sono quotidianamente confrontati a problemi di questo genere.
Trentamila segni - Nel 2008 ha preso avvio un progetto che, stando alle previsioni, si completerà nel 2011 e che dovrebbe permettere di diffondere maggiormente la conoscenza della lingua dei segni. “L’obiettivo è di arrivare ad avere nella banca dati che stiamo creando, e che sarà alla base di questo vocabolario dei segni, circa 10 mila segni per ognuna delle tre regioni linguistiche”, spiega Tiziana Rimoldi, membro direzione della Federazione svizzera dei sordi. “La banca dati della lingua dei segni tedesca dispone già di circa 10 mila segni. Nella Svizzera romanda hanno raccolto circa 2’000 segni e in Ticino siamo attorno ai 2’500-3’000 mila segni”.
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