Autori, editori e rappresentanti di Uic e ipovedenti si sono trovati riuniti in occasione della tavola rotonda “Dal Braille al formato elettronico: la fruizione e l’interpretazione, il mercato”.
Il futuro della letteratura non è mai stato così sbilanciato verso l’accessibilità. La distanza tra l’era della carta stampata e quella del formato elettronico si sta riducendo, e con essa migliorano di anno in anno le prospettive di libri accessibili non solo ai non vedenti, ma a tutti coloro che hanno difficoltà nella lettura. Per la prima volta a Roma, presso la sede della regione Lazio, questa mattina autori, editori ed attori, con i rappresentanti dell’Unione italiana ciechi e degli ipovedenti si sono trovati riuniti in occasione della tavola rotonda “Dal Braille al formato elettronico: la fruizione e l’interpretazione, il mercato. Quali mediazioni?”. Un’occasione, voluta dalla stessa Unione ciechi per discutere sullo stato dell’arte riguardo agli audiolibri, sul mercato attuale e delle prospettive future, sia in campo tecnologico che dell’editoria.
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Audiolibri, incentivi per le librerie e piccoli editori possono aiutare la distribuzione
Gli incentivi per librerie e piccoli editori di audiolibri potrebbero favorire la distribuzione, ma i diritti d’autore restano l’inamovibile ostacolo alla loro completa diffusione. Per Viktoria von Schirach, direttrice della casa editrice di audiolibri Emons, intervenuta questa mattina a Roma tavola rotonda organizzata dall’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, un impegno concreto da parte delle istituzioni potrebbe essere l’occasione giusta per migliorare la conoscenza del libro parlato. “Si è parlato di incentivi per le librerie, per creare dei reparti per l’audiolibro – ha commentato al termine della tavola rotonda von Schirach -: potrebbe essere una reale chance per la diffusione. Il problema dell’audiolibro è che non lo si può sfogliare, se si riuscissero a mettere nelle librerie delle stazioni d’ascolto dove è possibile ascoltare, la scelta di un audiolibro potrebbe essere facilitata. Questo, infatti, ha dei costi che né le librerie, né i piccoli editori possono sostenere”.
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Il “libro parlato” e il problema del diritto d’autore
Il libro parlato, nonostante abbia solide basi in Italia, deve ancora affrontare pienamente il problema del diritto d’autore: la vera sfida per il futuro. Ne è convinto Giacomo Elmi, Capo Servizio del Centro nazionale del Libro Parlato, intervenuto questa mattina a Roma tavola rotonda “Dal Braille al formato elettronico: la fruizione e l’interpretazione, il mercato” organizzata dall’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti. Con circa 50 mila titoli in catalogo, di cui 12 mila di buona qualità e 14 centri di distribuzione sul territorio nazionale, il Centro nazionale del Libro Parlato ha una esperienza unica nel nostro Paese, ma oggi occorre lavorare per i nuovi progetti. “L’obiettivo che ci stiamo ponendo – ha spiegato Elmi - è quello di rendere fruibili i libri nella loro interezza e secondo modalità che permettano la totale navigabilità nel testo. Questo lo possiamo fare con i nuovi apparecchi dedicati che consentono di portarsi dietro il libro in formato audio”.
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