«Il futuro è già qui, solo che non è equamente distribuito»

William Gibson

sabato 7 novembre 2009

Lavagne elettroniche e Ipod così la didattica diventa hi-tech

NELLA scuola che arranca dietro agli interessi dei ragazzi, nella scuola che parla ancora dall' alto della cattedra rialzata a una platea di studenti sonnecchianti dietro i banchi, ci sono esperimenti innovativi che funzionano, che si servono delle nuove tecnologie per far diventare i ragazzi protagonisti delle lezioni e abbattere il grande muro del disinteresse.
Definitivamente chiusa l' era della disciplina, si apre forse quella dell' interattività, unico metodo universalmente riconosciuto in grado di rendere nuovamente attraente la storia e la matematica agli occhi degli studenti. Come emerge in modo evidente dalle due esperienze forse più originali che ci stanno più vicine. Quella della scuola media Pascoli di Valenza che da quest' anno inaugura le sue 31 classi con 31 lavagne interattive e quella più consolidata del Bodoni-Paravia, l' istituto tecnico torinese che dal 2005 utilizza il podcast per l' apprendimento di molte materie. Due esperienze diverse, nate per ragioni differenti e con risorse diverse (la prima vale 100 mila euro la seconda poche migliaia), ma che rappresentano il desiderio individuale di sperimentare nel primo caso di un preside, nel secondo di un docente ormai anche piuttosto noto, Alberto Plan, che appassionato di radio e di nuove tecnologie per l' apprendimento ha portato nelle sue classi queste tecniche per insegnare in modo assolutamente nuove le sue materie. Plan ha anche scritto un libro per spiegare agli insegnanti come utilizzare il podcast in aula.
«Alberto Plan ha iniziato questa avventura in occasione di un fatto triste - racconta la preside, Francesca Ramella - quando uno studente dell' ultimo anno si ammalò gravemente e non potè più partecipare alle lezioni in classe. Il docente e i compagni inventarono perciò quella che abbiamo battezzato radio Tony dal nome del ragazzo e cominciò a registrare le lezioni per farle riascoltare a lui da casa, portando non solo gli argomenti delle varie materie ma anche l' atmosfera e il dibattito dell' intera classe». A Valenza, invece, l' innovazione è arrivata più di recente. Grazie alla determinazione del preside, Maurizio Carandini, che in pochi mesi è riuscito a raccogliere contributi tra enti locali, Rotarye fondazioni bancarie,ea realizzare quello che si può definire un piccolo sogno per ogni scuola media italiana. Sono state acquistate e installate aule interattive in tutte le sue classi, è stato formato tutto il personale docente e da quest' anno ogni contenuto di ogni materia passa, anziché attraversoi libri, di chiavetta in chiavetta tra studenti e professori. Quando si parla di lavagne magnetiche, quelle stesse che il ministero vorrebbe "regalare" alle scuole italiane, solo però per tre o quattro classi, si parla di veri e propri grandi monitor di computer capaci di visualizzare grafica, immagini, ovviamente brani ed equazioni matematiche ma anche di collegarsi a Internet e a utilizzare tutte le sue immense risorse.
OTTAVIA GIUSTETTI
Repubblica — 31 ottobre 2009 pagina 5 sezione: TORINO
(fonte: Sophia.It)

Nessun commento: