GORGONZOLA. PC, registratori e audiovisivi in classe, per combattere la «fatica in più a scrivere e leggere». La definizione è di un piccolo dislessico di otto anni.
Ma a Gorgonzola, l'altro giorno, in auditorium, si è parlato della forma più insidiosa e sommersa di questa «fatica», quella che interessa ufficialmente, stando a recenti statistiche, una percentuale inquietante di alunni di scuola superiore, che si attesta sull'1,41% al liceo, sul 7,19 negli istituti tecnici e addirittura sul 10,59 negli istituti professionali. Il disturbo della lettura e della scrittura è spesso sommerso o mal diagnosticato negli studenti adolescenti, sfuggiti agli screening dell'ul tima generazione fra i banchi e spesso approdati alle superiori con il loro bagaglio di fatica e disagio. Per loro, molto si può e si deve fare. Per questo Bruno Belletti, il preside dell'Argentia, ha voluto a scuola per un seminario con gli insegnanti il professor Andrea Bigagli, del Laboratorio sui disturbi del linguaggio e della comunicazione dell'Università di Firenze. Per lui il disturbo dislessico nell'età critica va fronteggiato in aula, senza didattiche «speciali», ma con una dotazione adeguata. «Lo studente dislessico non è meno intelligente degli altri spiega . E' altresì evidente che non si possa istruire una didattica su misura. E' solo una questione di strumenti». A famiglie e studenti consigli pratici: «Sul banco del ragazzo un pc per videoscrittura, vocabolari in cd rom, un registratore digitale, perchè l'alunno con problemi possa registrarsi la lezione e riascoltarsela a casa. Infine una calcolatrice e una tabella per le formule, da applicare ai compiti di matematica». (M.A.)
(fonte: Press-IN anno II / n. 337 - Il Giorno del 12-02-2010)
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