Ad oggi solo il 15 per cento delle partiture è trascritto nel linguaggio per non vedenti. Da Omero ad Andrea Bocelli, passando per Stevie Wonder: dall'aedo greco al cantante moderno, il musicista cieco è nell'immaginario collettivo.
Ma nella realtà non ha vita facile: fino al 1800 i ciechi dovevano imparare la musica a orecchio, poi gli spartiti sono stati tradotti in Braille, ma tuttora meno del 15 per cento della musica è stato trascritto nella lingua per non vedenti e anche quella disponibile non è di facile lettura, perché il formato Braille non è l'ideale per tener conto di tutti gli aspetti che compongono un'esecuzione musicale al di là delle note. Per aiutare chi non vede a fare musica, è arrivato un programma digitale che tradurrà facilmente in Braille gli spartiti, migliorando la qualità e la fruibilità della trascrizione.
PROGETTO EUROPEO – Il programma è figlio di un progetto europeo, Contrapunctus, partito nel 2006 proprio per semplificare l'accesso e l'uso della musica ai non vedenti. Forse perché l'Italia è patria di tanta buona musica, gli istituti italiani fanno la parte del leone: è italiano il coordinatore, Antonio Quatraro dell'Unione Italiana dei Ciechi, sono italiani molti partecipanti, dalla Biblioteca Italiana per i Ciechi Regina Margherita al Conservatorio di Padova. Spiega Quatraro: «La pagina musicale in Braille è come una città con pochi segnali e un sacco di muri bianchi: il nostro progetto l'ha arricchita con tutte le informazioni che riguardano ogni elemento musicale, come le pause o la diteggiatura. Prima, era come trovarsi in un labirinto; ora, si può trovare sempre la propria strada». Il cuore del progetto è la realizzazione di un software, chiamato «Resonare», che codifica tutti gli aspetti dello spartito in formato digitale nel cosiddetto Braille Music Markup Language o BMML. Per leggere i file in BMML basta avere il Braille Music Reader, un altro programma creato dai ricercatori di Contrapunctus che è possibile scaricare dal sito del progetto.
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