Una "superpenna" che memorizza tutto quello che si scrive in formato digitale registrando in contemporanea ciò che dice il docente: non stiamo parlando dell'ultimo joystick di una nota consolle giapponese ma di uno strumento utile per l'apprendimento che, nel polo comasco del Politecnico, viene usato per aiutare studenti con difficoltà.
«Negli ultimi anni - dice Marzio Ghezzi, consulente del centro Metid (Metodi e tecnologie innovativi per la didattica) del Politecnico - le tecnologie per la didattica si sono evolute parecchio. Dalla semplice teledidattica che permetteva di seguire la lezione in un'aula appositamente allestita siamo passati alla digitalizzazione che permette, oggi, permette agli studenti ospedalizzati di seguire la lezione sul pc, tramite internet». Una tecnologia utile di cui però, avverte Licia Sbattella, coordinatrice dei servizi per gli studenti con disabilità, non bisogna abusare: «Quello che dobbiamo evitare in ogni modo è creare, inconsapevolmente, forme di emarginazione. Tutti i ragazzi vanno incentivati, nei limiti del possibile, a frequentare regolarmente le lezioni e a relazionarsi con i compagni. Nei casi di ipoacusia, cioè di difficoltà di udito, lo studente deve imparare a prendere appunti leggendo il labiale del docente e, se perde delle parti, chiedere gli appunti al vicino di banco studiando facendo intervenire la tecnologia solo all'ultimo. Più importante è incentivare un corretto rapporto con i docenti cui, nella più totale discrezione, comunichiamo le differenti modalità con cui deve preparare i test e condurre le lezioni in presenza di alunni con difficoltà». Ma non è finita qui, perché gli strumenti che la tecnologia offre sono davvero numerosi e fino a qualche anno fa solamente nella mente di qualche visionario, che tuttavia non si arreso di fronte alle difficoltà. Non solo la lavagna interattiva, dunque, che ormai ha affiancato quella tradizionale in tutte le aule del Politecnico, ma anche piccole telecamere mobili sulla cattedra del docente registrano la lezione che può poi essere messa online. Per non parlare degli strumenti personali come la penna digitale che, mantenendo la traccia audio, aiuta molto chi, a causa della dislessia fa fatica a seguire le parole del professore. «L'obiettivo finale che siamo vicini a realizzare - dice G hezzi - è quello di creare un ambiente interattivo con un pc per banco collegato a quello del docente e alla lavagna interattiva». Simile a quello creato nella classe 2 A della scuola media Marie Curie di San Fermo della Battaglia: una scuola all'avanguardia dal punto di vista tecnologico che, proprio in accordo col Politecnico, ha in mente un progetto di sperimentazione della "penna intelligente" in una classe dell'istituto: «Il progetto - dice il preside della scuola Emanuele Clerici - non ancora stato deliberato dal Consiglio di classe prevede di dotare ogni alunno di una penna e dei quaderni speciali che servono per scrivere con essa forniti gratuitamente dall'azienda produttrice. Se dovesse andare in porto, in ogni caso, il progetto partirebbe dall'anno prossimo per dare il tempo ai docenti di studiare il funzionamento della penna nel periodo estivo».
Matteo Borghi
(fonte: Press-IN anno II / n. 628 - La Provincia di Como del 15-03-2010)
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Press-IN è un'iniziativa del
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