«Il futuro è già qui, solo che non è equamente distribuito»

William Gibson

mercoledì 7 aprile 2010

Sarà FACE, il volto di un androide, il miglior amico dell'autistico

Sarà FACE, il volto di un androide, il miglior amico dell'autistico, capace di interagire con gli umani. E' il frutto di un lavoro del Centro di Ricerca Piaggio, dell'Università di Pisa, diretto dal massese dottor Antonio Bicchi.
L'obiettivo è aiutare i bambini autistici a migliorare la comunicazione. La parte ingegneristica del progetto è stata curata dal Centro Piaggio, quella psicologica dall'Istituto per la neuropsichiatria Stella Maris di Tirrenia (Pisa). «Abbiamo già fatto test e verifiche ci ha detto il direttore Antonio Bicchi che ci hanno convinto della validità del progetto per aiutare gli autistici». A illustrarci nel dettaglio l'automa Face è Daniele Mazzei, nato all'isola d'Elba ma residente a Pisa, uno degli scienziati del team che con i ricercatori Lucia Billeci e Antonino Armato si occupa del progetto, sotto il coordinamento del professor Danilo De Rossi, ordinario di bioingegneria all'università di Pisa. Dottor Mazzei, come è nata l'idea di Face? «E' nata per aiutare chi ha difficoltà nell'interpretare espressioni facciali e a relazionarsi con le persone che si trova di fronte ogni giorno. L'idea è quella di investigare con un androide che simuli espressioni facciali, sia capace di veicolare delle emozioni e possa essere utilizzato per studiare questi deficit di relazione. Stiamo lavorando per verificare il suo impiego come mezzo per l'apprendimento delle emozioni degli autistici, come ausilio per il terapista». Le difficoltà incontrate? «Vede, fare un robot non antropomorfo è molto più semplice che fare un androide con espressioni facciali. Il robot è stato realizzato dalla Henso robotici negli Usa con la quale abbiamo elaborato il progetto. Si tratta di un volto (trentadue i motori per testa e collo) con un movimento verosimile. Le difficoltà riguardano il controllo del viso. E' stato sperimentato sugli autistici? «Abbiamo già fatto una decina di sedute con autistici di età compresa tra i dieci e i diciotto anni. Vengono da ogni parte della Toscana. Allo Stella Maris, sotto il coordinamento del professor Filippo Muratori fu realizzato il primo prototipo con l'aiuto dell'Accademia di Belle Arti di Carrara. Poi siamo passati alla realizzazione della Henso che ha brevettato una tecnica per volti e pelle che non ha rivali. Siamo così giunti al terzo prototipo di Face. Entrerà nelle scuole? «Per ora siamo nella fase esplorativa. Lo usiamo in ausilio agli psicologi per la cura dell'autismo, ma potrebbe diventare determinante per lo studio del rapporto tra uomo e macchina, del robot da compagnia».
di Alberto Sacchetti
(fonte: Press-IN anno II / n. 859 - La Nazione del 06-04-2010)
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