Di numeri, infatti, ne sono circolati sin troppi, in questi giorni di Manovra Finanziaria, ma ben pochi si sono presi la briga di verificarli, di analizzarli al meglio, di scomporre i dati, forniti ad arte per ottenere una serie di risultati eclatanti: prima di tutto individuare un nemico comune (il "falso invalido"), in secondo luogo indicare un possibile grande risparmio "etico" (la spesa destinata a ingrassare i falsi invalidi e le loro ricche famiglie), in terzo luogo spostare l’attenzione da altre criticità della manovra, e infine precostituirsi un alibi di fronte all’eventualità, tutt’altro che remota, di non riuscire a recuperare grandi cifre da questa poderosa lotta contro i "lestofanti a rotelle" o "pseudociechi" o "falsi sordi". Ciò che resta, in realtà, è un enorme danno di comunicazione, destinato a durare nel tempo.
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