«Il futuro è già qui, solo che non è equamente distribuito»

William Gibson

giovedì 30 settembre 2010

Il boom dei manuali fai-da-te. Così a scuola si combatte il caro libri

I prof scrivono, stampano e distribuiscono agli alunni: la spesa cala da 450 a 35 euro l'anno. Dal 4 al 6 ottobre a Brindisi summit dei volontari. Già utilizzati 30mila volumi in due anni. I testi sono venduti a prezzi politici. Polemici gli editori.
Libri fatti in casa, dagli stessi professori che li adottano poi nelle classi. Manuali low cost da offrire gratis sul web agli alunni o sotto forma di dispense rilegate in volumi a un prezzo "politico" che copre cioè la spesa della carta. Non è soltanto un argine al caro-libri: "Volevamo dare ai ragazzi testi con un linguaggio più adatto a loro è per questo che ci siamo messi al lavoro" spiega il preside dell'Istituto tecnico Majorana di Brindisi, Salvatore Giuliano, capofila del progetto "Book in progress" a cui oggi aderiscono 14 scuole medie superiori sparse in varie città italiane, da Udine a Busto Arsizio, da Prato a Catanzaro, Brescia, Ancona, Bassano del Grappa. Chi adotta il manuale fai-da-te soltanto per l'inglese, come il Buzzi di Prato, e chi, come l'istituto Majorana, li adotta per tutte le materie nelle prime e nelle seconde classi: da italiano a diritto, storia, geografia, scienze della terra eccetera. La spesa media per alunno dell'intera dotazione di questi libri firmati da un collettivo di professori si aggira intorno ai 35 euro l'anno. Niente, a confronto della media per alunno che secondo Federconsumatori pesa sulle tasche delle famiglie per oltre 450 euro, dizionari compresi.
(...)
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