«Il futuro è già qui, solo che non è equamente distribuito»

William Gibson

mercoledì 20 ottobre 2010

Le donne esili ed eleganti di Alvino, stilista in carrozzina

La tetraparesi spastica gli consente di muovere solo una tempia e una gamba. Grazie ad un cursore collegato al pc disegna e fa sfilare in passerella i suoi abiti.
«Per me fare moda vuol dire dar vita ad un’energia magica che, esplodendo, crea opere d’arte». Giacomo Alvino sintetizza così la sua idea di moda e l’energia di cui parla è tutta racchiusa nello sguardo mobile e vivace, negli occhi scuri che gli servono per comunicare. Giacomo ha trentotto anni e, a causa di una tetraparesi spastica, può controllare solo i muscoli della gamba destra e la tempia sinistra. Non parla, non può muovere gli arti superiori ma è riuscito comunque a realizzare il suo sogno: diventare stilista d’alta moda. A ventitré anni si diploma all’Istituto superiore di design di Napoli, mentre un secondo diploma honoris causa gli viene riconosciuto dall’Istituto europeo di design di Roma. Da allora non si ferma più: approda all’atelier di Gattinoni, lavorando fianco a fianco con Guillermo Mariotto, direttore creativo della maison; alla soglia dei trent’anni ottiene poi il suo primo incarico come docente di fashion design presso il consorzio partenopeo Le.Co.le, guidato da Moniva de Vargas Machuga.
Giacomo disegna utilizzando un fascio di muscoli della gamba destra sulla quale è applicata una levetta, collegata a sua volta al computer. Giacomo la aziona sollevando la gamba e mettendo in moto un cursore sul pc. Così, sulle figure stilizzate che il giovane stilista utilizza come modelli-base, disegna i suoi vestiti.
(...)
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