Stefano Rodotà all'IgfItalia2010 oggi ha proposto l'articolo "21 bis" per garantire l'accesso alla Rete di tutti i cittadini italiani.
Articolo 21 bis della Costituzione:
“Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale”.
Come vi sembra? Scontato? Non lo è affatto. In quella frase, 27 parole in tutto, è contenuta una rivoluzione culturale: affermare il diritto ad Internet quale diritto fondamentale dell'individuo, e quindi inserirlo nella carta costituzionale, è quanto di più avanzato potrebbe fare la nostra classe politica, il modo migliore per festeggiare i 150 anni dell'unità d'Italia. Quell'articolo è stato proposto dal giurista costituzionalista Stefano Rodotà, nella più solenne delle occasioni: l'Internet Governance Forum in corso a Roma al Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche) oggi, lunedì 29, e domani, martedì 30 novembre 2010.
(...)
Ora che succederà? L'articolo 21 bis potrebbe essere adottato da parlamentari di tutti i partiti e finire dritto in commissione Affari Costituzionali, vedremo. Intanto, se volete discuterlo o (simbolicamente) firmarlo, andate sul sito http://www.internetcostituzione.it/.
- continua su http://www.lastampa.it/ >>
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento