Il servizio, unico in regione, ha un patrimonio di 400 libri, riviste, software e ausili informatici. Nel 2008 avviato un progetto per individuare gli ausili indicati ai ragazzi disabili delle scuole elementari e medie della città.
Non ci sono più fondi e rischia così di chiudere a Campobasso il centro di documentazione handicap (CDH) gestito dal coordinamento nazionale insegnanti specializzati (sezione regionale), nato nel 2000 in seguito ad un protocollo d'intesa siglato il 7 aprile da regione Molise, provincia di Campobasso, comune di Campobasso, Provveditorato agli Studi della Provincia di Campobasso, con l'intento di costituire in via sperimentale, per un triennio, un centro di documentazione e risorse in materia di integrazione scolastica, formativa, lavorativa per alunni e persone in situazione di handicap. Il progetto sperimentale è però andato avanti tanto da ritrovarsi oggi con un patrimonio sociale di 400 libri sulla disabilità, riviste, software e ausili informatici. Ora la scarsità di risorse ha ridotto i servizi e costretto i pochi operatori rimasti a tenere aperto il centro 3-4 giorni la settimana. Giunti a questa situazione la responsabile, Miriam Gianfagna, si è rivolta alle istituzioni affinché decidano sulle sorti di un servizio unico in regione. "Quello che chiediamo - spiega - è che si trovi una soluzione. Ci rendiamo conto della crisi, ma se le istituzioni si potessero sedere a un tavolo per discutere del nostro centro capirebbero in primis il valore del nostro servizio svolta in questi dieci anni. Abbiamo promosso svariate manifestazioni di sensibilizzazione, progetti di inserimento lavorativi mirati, fatto tirocini, create borse lavoro. Nel 2009 nella nostra seda abbiamo realizzato un centro orientamento ausili Molise (progetto C.@. M. ndr), un percorso consulenziale per individuare gli ausili indicati ai ragazzi disabili delle scuole elementari e media della città".
Al termine del primo anno di sperimentazione (finanziato da assessorato alle Politiche Sociali della regione Molise, assessorato alle Politiche sociali della provincia di Campobasso, Ambito territoriale sociale n. 1 "Campobasso"), il CDH ha provato a farlo diventare un centro permanente di orientamento agli ausili tecnologici in considerazione anche delle continue richieste di consulenze da parte degli utenti della regione Molise e delle regioni limitrofe. Ancora una volta l'equipe Cdh, concluso l'anno sperimentale, ha continuato a garantire gratuitamente l'iter consulenziale per alcuni utenti il cui percorso era ad un livello più avanzato e ha dovuto rinunciare a prendere in carico tutte le richieste che continuavano a pervenire, considerando la mancanza di finanziamenti."Il coordinamento nazionale insegnanti specializzati - spiega ancora Miriam Gianfagna - ha cercato in vari modi di rilanciare il C.@.M. presso gli enti locali ritenendo fondamentale anche il potenziamento della c ollaborazione con il Dipartimento Interaziendale di Medicina Fisica e Riabilitazione - Azienda sanitaria regionale del Molise, in modo da rispondere in maniera efficace alle esigenze di intervento socio-sanitario sul territorio regionale. Alla data odierna abbiamo ricevuto solo una lettera, nella quale si ribadisce l'importanza di consolidare i percorsi avviati, e non ha ottenuto alcun segnale positivo da parte degli enti locali che avevano creduto nella validità del progetto".
"Inoltre - aggiunge -, sempre con l'intento di rilanciare il CDH gli operatori hanno proposto una petizione a tutti coloro che a vario titolo ritengono di supportare il Centro e la professionalità offerta in questi 10 anni di attività. Dalle firme raccolte si può sostenere che il centro risponde a reali bisogni del territorio, che alcuni enti, pur non rispondendo all'impegno del protocollo d'intesa, continuano a mantenere rapporti fitti con il Centro facendo richieste a vario titolo sulla risoluzione di problemi inerenti l'utenza disabile e che si è costruita nel tempo una rete territoriale locale e nazionale intensa". Sembra però che non bastino le petizioni, perché la Gianfagna spiega che "ci sono stati colloqui con la regione e la provincia, c'hanno detto che non ci sono i soldi. La cosa strana però conclude - è che gli utenti si rivolgono ancora a noi e al nostro ufficio". (lc)
(fonte: Press-IN anno II / n. 3383 - Redattore Sociale del 10-12-2010)
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