«Il futuro è già qui, solo che non è equamente distribuito»

William Gibson

domenica 2 gennaio 2011

Quando il computer se la intende con il cervello

Anche la Fondazione Santa Lucia di Roma collabora a TOBI (Tools for Brain-Computer Interaction), progetto europeo di ricerca che investiga sulle interazioni cervello-computer allo scopo di creare un’interfaccia tecnologica in grado di recepire i comandi mentali di chi ha una mobilità ridotta. Nel mese di dicembre, gli studiosi hanno fatto il punto della situazione. Superando.It ne parla con la neurologa e neurofisiologa Donatella Mattia.
TOBI (Tools for Brain-Computer Interaction, e cioè "Applicazioni per l'Interazione Cervello-Computer") è un progetto di ricerca scientifica finanziato dalla Comunità Europea, partito nel 2008 e con data di scadenza nel 2012. Oggi che siamo a metà corsa possiamo iniziare a capire con chi ne è coinvolto di che cosa si tratta e quale tipo di nuove prospettive possa aprire per le persone con disabilità. Nel mese di dicembre, infatti, si è tenuto a Roma, al Centro Congressi della Fondazione Santa Lucia, un workshop in cui i partner hanno presentato i risultati delle rispettive sperimentazioni. Ambizione dell’incontro è stata principalmente quella di concretizzare la possibilità di utilizzo delle nuove tecnologie da parte degli utenti.
Si tratta di un obiettivo non ancora pienamente raggiunto, ma il coordinamento generale della ricerca ha voluto sottolineare che il fine principale della stessa è proprio questo e, successivamente a questo, anche quello di dialogare con l’industria per commercializzare i prototipi via via messi a punto. A dicembre sono state affrontate anche le questioni neuretiche, perché lavorare per il Progetto TOBI significa esplorare i confini fra l’uomo e la macchina. La neuretica, infatti, è una disciplina recente che si sta sviluppando con modalità simili a quelle della bioetica, solo che si occupa di approfondire le questioni relative alle ricerche scientifiche sulle tecnologie robotiche e su tutto ciò che riguarda la compenetrazione della tecnologia con il cervello umano e le terminazioni nervose.
Ma cosa sono esattamente le BCI, e cioè le Brian-Computer Interfaces? Superando.It ne parla con Donatella Mattia, neurologa e neurofisiologa della Fondazione Santa Lucia, responsabile del laboratorio interno di BCI e responsabile scientifico della Fondazione per il Progetto TOBI. «Si tratta - ci spiega - di interfacce che mettono in comunicazione diretta il cervello con il computer. Attraverso il pensiero, cioè, l’uomo può entrare in contatto con il computer grazie a degli strumenti che lo decodificano».
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