A. e F. non parlano, ma grazie a un supporto con un’uscita vocale hanno potuto partecipare, insieme ai loro compagni di classe, alla recita finale dell’anno scolastico con un ruolo molto più attivo di quanto non potessero fare prima. G. ha problemi di dislessia. In classe utilizza un Pc per seguire le lezioni.
Grazie alla Legge Stanca (4/2004), che contiene disposizioni per favorire l’accesso delle persone disabili agli strumenti informatici, ha potuto avere a disposizione sul computer in formato digitale i testi didattici che utilizzano i suoi compagni, con la possibilità di consultarli e di intervenire sui libri proprio come fanno gli altri. Sono solo due esempi di come gli ausili tecnologici possono contribuire a migliorare l’integrazione e la partecipazione degli studenti disabili alle attività scolastiche, e anche a quelle extrascolastiche (come nel caso della recita). Gli ausili utilizzati in entrambi i casi sono stati proposti dal Centro ausili tecnologici (Cat), un servizio dell’Ausl di Bologna, gestito in convenzione con l’Aias, che opera come servizio di primo e secondo livello (sia in risposta all’utente finale che come consulente dei servizi territoriali). “Da noi arrivano persone da tutta Italia – spiega Claudio Bitelli, responsabile area ausili – Nel 2010 abbiamo avuto 2.203 accessi di cui circa il 70% provenienti da Bologna e provincia”.
- continua su http://affaritaliani.libero.it/
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