Senza fondi il «Centro internazionale del libro parlato» potrebbe chiudere entro tre anni. "Garantiamo l'attività del Libro parlato fino al 2016, siamo assestati su un equilibrio fragilissimo".
Flavio Devetag annuncia così che il Centro di Feltre che per primo fondò «la banca della voce» rischia la chiusura. Il motivo è legato al taglio di finanziamenti subìto negli ultimi dodici mesi. Da trent'anni il Centro offre i suoi servizi a oltre 1.300 soggetti con difficoltà alla vista, con dislessia o altre malattie invalidanti o biblioteche, trasferendo in lettura registrata più di 15mila opere tra libri, spartiti musicali in braille e periodici. Collaborano oltre 400 «donatori di voce» da tutt'Italia, un centinaio di volontari e - fino a due giorni fa - dodici dipendenti. Ma ora questa realtà, a causa del taglio dei finanziamenti del Ministero dei Beni Culturali e della Regione, rischia di chiudere.
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