«Il futuro è già qui, è solo distribuito male»

William Gibson

domenica 20 ottobre 2013

I BES non si certificano!

Ciao a tutti,
ricevo e pubblico questa interessante riflessione del prof. Flavio Fogarolo.

Le recenti disposizioni ministeriali sugli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) hanno suscitato, come è noto, un vivace dibattito dentro e fuori la scuola, con molti pronunciamenti pienamente favorevoli ed altri critici o preoccupati. Si evidenzia da molte parti soprattutto il rischio di medicalizzare dei semplici problemi educativi e di etichettare in questo modo delle normali differenze individuali.  
Il rischio è reale ma non deriva, a parer mio, dalla Direttiva o Circolare ministeriale e di sicuro il MIUR non ha "inventato" i BES. Da molti anni, prima con la disabilità poi con i DSA, domina nelle scuole, unico e praticamente incontrastato, un modello di tipo clinico: i bisogni vanno "certificati", ossia riconosciuti formalmente da un'autorità sanitaria esterna alla scuola, e solo in seguito a questa procedura gli insegnanti si attivano personalizzando gli interventi.  Passare da una impostazione di questi tipo ad una pedagogico-didattica, come richiesto e previsto per i BES, non è per nulla banale e non possiamo stupirci se questa innovazione sia fonte di difficoltà, non tanto di resistenze, nelle scuole.
Si registra infatti spesso, in questi primi mesi di applicazione delle nuove disposizioni, la propensione ad applicare anche ai BES il modello clinico, con la scuola che tende ad assumere il ruolo degli specialisti e individuare i BES in base a misurazioni oggettive, o presunte tali, una volta definita la soglia critica. In alcune scuole, ad esempio, si sottopongono tutti gli alunni a delle prove standardizzate di lettura e vengono considerati come BES tutti gli alunni che riportano punteggi inferiori ad un certo livello. È una forzatura che non è certo imputabile alla Circolare Ministeriale (CM 8/13) che anzi afferma chiaramente che l'individuazione va fatta in base a "ben fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche".
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