«Il futuro è già qui, è solo distribuito male»

William Gibson

venerdì 3 aprile 2015

Attivita' educative e didattiche con le carte da gioco

Con opportuni accorgimenti, il gioco delle carte diventa possibile anche per i bambini con disabilità, ricordando sempre che anche per loro, come in qualsiasi gioco, il primo obiettivo deve essere quello di divertirsi, poi di imparare.
Con questo contributo della nostra rubrica "L'inclusione del fare" non presentiamo strumenti nuovi autocostruiti ma dei suggerimenti per un uso alternativo, o ovviamente inclusivo, di oggetti di uso comune come le carte da gioco.
Giocare a carte costituisce da generazioni, per tutti i bambini, un'attività utilissima per sostenere apprendimenti matematici, memoria, strategie e regole sociali. Una vera palestra in cui si impara divertendosi. Pensiamo solo a quanti calcoli a mente sono necessari per gestire una semplice partita a scala quaranta, e a come si fanno volentieri.
Giocare e divertirsi in questo modo è certamente possibile anche per i bambini con disabilità o altri disturbi evolutivi per i quali sono però necessari, molto probabilmente, degli accorgimenti specifici affinché l'attività, che per altri si evolve positivamente in modo spontaneo, abbia veramente successo. Se giocare a carte risulta nel suo insieme troppo complesso è sempre utile applicare anche in questo caso la tecnica del frazionamento delle azioni interconnesse con il compito (task analysis), partendo dalle più elementari: stare seduti, condividere lo spazio con un compagno di gioco, rispettare il turno, prendere, tenere in mano e gettare le carte, riconoscere il valore dei segni, comprendere le regole, tollerare la frustrazione dell’errore, della perdita della partita ecc. Partendo da queste valutazioni è possibile trovare tante diverse modalità d’uso delle carte, sia propedeutiche al gioco vero e proprio, che utili a perseguire obiettivi sociali e di apprendimento scolastico personalizzato.
Anche se, come abbiamo visto, il gioco delle carte investe un numero molto elevato di abilità e competenze, anche sociali, particolarmente interessante è il loro uso in funzione degli apprendimenti matematici: riconoscere quantità e numeri, ordinarli, manipolarli, memorizzare e automatizzare i procedimenti per il calcolo veloce…
Soprattutto nelle prime fasi è importante riflettere sui tre processi coinvolti nella conoscenza o sviluppo dei concetti matematici: semantici, lessicali e sintattici.
- continua la lettura su Press-In anno VII / n. 791

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