«Il futuro è già qui, è solo distribuito male»

William Gibson

venerdì 9 ottobre 2015

Dizionario virtuale anche per i ciechi grazie a "Winlucy"

È stato creato a Padova il primo vocabolario virtuale per ciechi: può essere letto in Braille, con la sintesi vocale o a caratteri ingranditi. Tutto ciò è possibile grazie ad uno speciale software che rende facile l’uso dei personal computer alle persone ipovedenti. Il progetto nasce grazie alla collaborazione tra l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana e la Fondazione Lucia Guderzo, che hanno operato in accordo per rendere disponibile a tutti il famoso dizionario Treccani.
L'uso del vocabolario è sempre stato un problema difficilmente risolvibile per i ciechi: un'opera spesso indisponibile e comunque sempre voluminosa ed ingombrante. La Fondazione padovana “Lucia Guderzo”, guidata dal presidente Davide Cervellin, ha sviluppato a proprie spese il software utilizzato per il vocabolario. Il programma “Winlucy” è gratuito ed accessibile a chiunque: si può scaricare dal sito web della Fondazione. L'utente interagisce con “WinLucy” grazie al fatto che il programma gestisce il braille e, in caso di residuo uditivo, può utilizzare la sintesi vocale. In più, le informazioni di base sono anche ingrandite. Il software racchiude diverse funzioni: organizer, web radio, giochi, un servizio di posta elettronica, accesso semplificato ad alcuni siti d’informazione e permette di consultare audiolibri o Wikipedia, la famosa enciclopedia online. Oltre a questi servizi, “Winlucy” offre la possibilità di navigare liberamente tra le voci del dizionario Treccani.
Il programma sarà presentato ufficialmente al pubblico il giorno 21 ottobre, presso la sede di Roma dell’Istituto Treccani, alla presenza dei rappresentanti della Fondazione Guderzo e della Lega del Filo d’Oro. La Fondazione Lucia Guderzo, con sede a Loreggia, è nata nel 2012 raccogliendo l’eredità dell’impegno a favore delle persone disabili di Lucia Guderzo che ha operato al fine di incrementare l’autonomia delle persone con handicap.
di Elisa Fais
(fonte: Press-In anno VII / n. 2227 - Il Mattino di Padova del 08-10-2015)

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