«Il futuro è già qui, è solo distribuito male»

William Gibson

sabato 19 marzo 2016

Kangourou. Se non include, non puo' nemmeno promuovere eccellenze

Come può il Ministero dell’Istruzione ritenere “esempio di promozione delle eccellenze” un evento in si considera come uno “strano incidente di percorso” la presenza di bambini con esigenze speciali a scuola, pur essendo bravi in matematica e desiderosi di cimentarsi? Accade proprio oggi, 17 marzo, nel concorso nazionale di matematica “Kangourou”, dove un bimbo non vedente, cui è stata negata la versione in braille della prova, sarà sostanzialmente costretto a sostenerla in modo fasullo.
Proprio oggi, 17 marzo, è in programma la prova a squadre della XVII edizione italiana di Kangourou, concorso nazionale di matematica inserito dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca nel programma annuale di promozione delle eccellenze.
Tra i partecipanti vi è anche una classe con un bambino non vedente e per questo era stata chiesta una versione in braille della prova o, in alternativa, il testo in anticipo, per poterla preparare in loco. «Impossibile!», è stata la risposta, «si rischierebbe la fuga di notizie».
A raccontare l’episodio al gruppo Facebook Normativa Inclusione è stata la mamma del bimbo, che ha direttamente telefonato all’organizzazione del concorso per chiedere spiegazioni, ricevendo semplicemente la risposta che «sarebbe stato il primo caso in Italia».
Il bambino, dunque, sosterrà oggi la prova usando i testi dell’anno scorso trascritti in braille dalla scuola, cosicché si tratterà in sostanza di una prova fasulla, non valida per il concorso, come del resto fasulla appare l’inclusione scolastica, se un evento del genere – in cui viene considerata come uno “strano incidente di percorso” la presenza di bambini con esigenze speciali a scuola, ma pur bravi in matematica e desiderosi di cimentarsi – viene giudicato dal Ministero come un esempio di promozione delle eccellenze.
«Mi hanno anche proposto – ricorda la madre del bimbo – di non far gareggiare più neanche la scuola, per protesta, ma mi sarebbe dispiaciuto per gli altri bambini.
(di Flavio Fogarolo- Press-In anno VIII / n. 679 - Superando.it del 17-03-2016)

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