«Il futuro è già qui, è solo distribuito male»

William Gibson

sabato 10 giugno 2017

Quegli occhi speciali che leggono la musica

Migliorare il livello di autonomia dei nuotatori ipo e non vedenti con un sistema in grado di inoltrare, mediante un auricolare, il segnale di fine corsa (per la virata) e di perdita della rotta (non parallela ai cordoli della piscina). Questo l’obiettivo dell’applicativo tecnologico Poseidon 2.0 promosso dalla onlus vEyes (http://www.veyes.it/it/) di Catania che ha visto la collaborazione di Anna Barbaro, campionessa paralimpica non vedente di nuoto e di Triathlon.
«Fondai vEyes 5 anni fa — racconta Massimiliano Salfi, professore nel dipartimento di matematica e informatica dell’università di Catania — quando alla mia bimba (oggi tredicenne) venne diagnosticata la retinite pigmentosa «sale e pepe». Inizialmente era una sorta di «collettore» di progetti di ricerca, di tesi di laurea da assegnare a studenti che me ne facessero richiesta, aventi come obiettivo la realizzazione di ausili per persone con disabilità visiva, basati su dispositivi mobili (smartphone, tablet) e tecnologie indossabili. Con il tempo le attività si sono estese verso le ricerche mediche, biomediche e bioinformatiche su patologie rare della vista. «Circa 8 mesi fa abbiamo inaugurato il centro vEyes Land, struttura no profit in cui stanno man mano prendendo vita i nostri ausili hardware e software».
Tra questi c’è vEyes Wear, piattaforma indossabile tramite cintura ed occhiali grazie ai quali leggere testi, riconoscere oggetti e farmaci, banconote, colori, volti, ma soprattutto guidare un non vedente in un percorso libero da ostacoli. «A questo ausilio, che permette anche di leggere gli spartiti musicali, è legato un altro progetto — conclude Salfi —: la vEyes Orchestra, una formazione musicale formata interamente da persone con disabilità visiva, con annessa scuola di musica per bimbi non vedenti».
di Simone Fanti
Press-In anno IX / n. 1545 - Corriere Sociale del 09-06-2017

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