Si chiudono gli occhi, si fanno scorrere le dita sopra al corrimano. I punti in rilievo solleticano i polpastrelli di quelli che aprendo gli occhi possono vedere cosa hanno di fronte, mentre per chi non vede quei punti sono la “fotografia” tattile del panorama.
Ci troviamo sulla terrazza di Castel Sant’Elmo, uno dei simboli di Napoli, che offre una veduta mozzafiato sul Golfo della città. È qui, sull’unica fortificazione al mondo che si distingue per la caratteristica forma a sei punte, che l’artista partenopeo Paolo Puddu ha collocato un corrimano metallico che rappresenta molto più di un semplice punto d’appoggio per chi passeggia.
Si tratta di un’installazione dal titolo Follow the Shape (“Segui la forma” in italiano), che permette alle persone non vedenti di godere della bellezza che si trovano davanti, leggendola attraverso la descrizione in alfabeto Braille impressa sull’acciaio. La possono leggere anche i viaggiatori stranieri, visto che i simboli sono quasi universalmente riconosciuti e usati in molte lingue diverse.
Le parole scelte da Paolo Puddu sono tratte da La terra e l’uomo di Giuseppe De Lorenzo, uno dei più noti intellettuali napoletani dello scorso secolo, geologo e geografo innamorato del Meridione d’Italia al quale dedicò gran parte delle sue ricerche.
Ciò che può sembrare soltanto una bellissima idea per fare turismo accessibile, nasconde in realtà significati più profondi, a partire dalla scelta del luogo che dal XIV secolo ad oggi ha vissuto da protagonista i cambiamenti e gli eventi storici più importanti di Napoli, comprese guerre e rivolte popolari.
Quella del corrimano in Braille è una “rivoluzione” buona che coinvolge tutti. Chi ha il dono della vista impara ad apprezzarlo, a non dare per scontato ciò che gli occhi raccontano, percorre il panorama con le mani e poi lo svela con lo sguardo, imparando quanto è importante a volte soffermarsi e gustare i dettagli.
(fonte: http://www.superando.it/2022/10/28/il-metodo-braille-uninvenzione-resiliente-come-poche-altre/)

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