«Il futuro è già qui, solo che non è equamente distribuito»

William Gibson

domenica 24 novembre 2013

Quando la scrittura è senza fine

Gli esercizi di calligrafia e i temi scritti in bella copia 
rischiano di scomparire, come sta avvenendo negli Stati Uniti, dove i nuovi standard federali per i curricula scolastici hanno abolito l'obbligo di insegnamento del corsivo, a favore della scrittura su tastiera.
Ma anche l’elettronica fa ricorso, accanto alla tastiera, all'uso della penna sugli schermi touch. «Il vero fattore che aiuta la memorizzazione con la scrittura è la presenza di punti di riferimento. Così succede anche nella lettura dove gli angoli del foglio e i margini del libro cartaceo aiutano il processo di fissazione nella memoria, mentre nella gestualità liquida dei libri digitali si perde questo fattore». In ogni caso la tecnologia digitale modifica il paradigma dell'apprendimento, a partire dalle animazioni multimediali che aumentano la potenza in termini di apprendimento: «Il vero fattore innovativo è la multicodicalità, la presenza di diversi codici integrati nel testo, al posto del semplice codice scritto e lineare», mentre il digitale rappresenta un'enorme opportunità per aprire la scuola al mondo: «La scuola deve formalizzare ciò che è già una pratica esterna» e la tecnologia stessa costringa a concentrarsi sulla capacità comunicativa della scrittura e come i ragazzi, oggi più che mai, scrivono per comunicare.
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