Lo studio di Berto, Ricciardi, Pietrini e Bottari, pubblicato sulla rivista iScience, è stato realizzato con la collaborazione dell'Unione dei ciechi e degli ipovedenti
Per riconoscere e distinguere i suoni tipici dell'ambiente quotidiano, molto spesso la vista è il nostro migliore alleato. Basti pensare a quanto risulti più difficile comprendere un interlocutore che parla dietro una mascherina. Ma che cosa succede all'udito quando la vista è assente?
Lo studio, dal titolo "Le interazioni tra l'elaborazione delle statistiche uditive e l'esperienza visiva emergono solo nel tardo sviluppo", è stato pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista scientifica iScience (https://www.cell.com/iscience/fulltext/S2589-0042(21)01354-7) ed è stato realizzato grazie alla collaborazione di volontari dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, del cui prezioso contributo la Scuola IMT si avvale da tempo.
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