“Il mio Afghanistan”, autobiografia di Gholam Najafi, è stata tradotta nei simboli della CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa). Fuggito a 10 anni dalla sua terra, dopo avere perso il padre nella guerra con i Talebani, Najafi ha attraversato vari Paesi, approdando in Italia nel 2006.
Si è laureato, vive a Murano (Venezia) e scrive racconti e poesie sulla situazione afghana.
È importante che una storia come la sua sia accessibile a chi ha una disabilità linguistica e/o cognitiva, a chi ha difficoltà a fruire dei testi con le modalità tradizionali e magari anche ad altri rifugiati come lui
Nessun commento:
Posta un commento