Uno studio appena pubblicato su Nature Neuroscience (https://www.nature.com/articles/s41593-023-01304-9) ha spiegato come sia possibile combinare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e di uno strumento chiamato risonanza magnetica funzionale ( fMRI) per decifrare il significato dei concetti a cui una persona sta pensando. Questo è possibile grazie al monitoraggio da parte della fMRI del flusso di sangue nelle diverse aree del cervello, indice dell’attivazione di una determinata regione. Il ruolo dell’AI è fondamentale perché riesce ad associare a questi pattern rilevati a livello cerebrale delle frasi di senso compiuto, che rispecchiano i discorsi ascoltati dalla persona durante l’esperimento (Nyt - https://www.nytimes.com/2023/05/01/science/ai-speech-language.html).
Avvertenze necessarie Nonostante l’importanza accademica della ricerca siamo molto lontani dall'avere macchine capaci di “leggere nel pensiero”. Innanzitutto per una questione di praticità: l’fMRI prevede che la persona sia immobile all’interno di una strumentazione a forma di tubo. Inoltre il macchinario non può rintracciare l’attivazione di porzioni di cervello molto ridotte associate ad attività specifiche ed esiste anche un problema di tempistiche. Il flusso di sangue viene rilevato in ritardo rispetto all’attività dei neuroni, perciò l’attivazione di diverse aree può sovrapporsi e rendere molto complicato tradurre il monitoraggio cerebrale in discorsi di senso compiuto (ArsTechnica - https://arstechnica.com/science/2023/05/ai-plus-mri-yields-the-ability-to-recognize-what-the-mind-is-hearing/).
Impianti cerebrali La ricerca neuroscientifica a riguardo procede spedita, ma questo studio è il primo a raggiungere un risultato del genere senza l’impianto di elettrodi all’interno del cervello della persona. In questo ambito uno dei filoni più interessanti riguarda la creazione di una cosiddetta “interfaccia cervello-computer” per permettere agli umani di interagire con le macchine solo con il pensiero. Un’applicazione molto utile soprattutto per pazienti che hanno gravi problemi di salute e non riescono ad esempio a comunicare (Euronews - https://www.euronews.com/next/2022/12/02/what-are-brain-computer-interfaces-the-tech-elon-musk-wants-to-bring-to-the-masses-with-ne). E proprio su questo fronte si sta impegnando Neuralink di Elon Musk che cercherà di iniziare i primi trial clinici già nei prossimi mesi (Cnet - https://www.cnet.com/science/neuralink-upgraded-brain-chip-hopes-to-help-the-blind-see-and-the-paralyzed-walk/).
(fonte: 7 maggio 2023. Le notizie del giorno scelte dalla redazione di Good Morning Italia, newsletter d’informazione quotidiana)
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