«Il libro di Ashley Shew “Futuri accessibili. Disabilità e tecnologia” – scrive Filippo Visentin – è uno di quei testi in grado di spostare l’asse del dibattito su disabilità e tecnologia, partendo dall’assunto che progettare futuri accessibili significa cambiare il criterio di valutazione: non chiedersi cioè come rendere i corpi più conformi al mondo, ma come rendere il mondo più ospitale alla pluralità dei corpi e delle menti»
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