Buongiorno a tutti,
siamo alle prime lezioni e spero che l'idea di costruire un Blog legato al tema del Laboratorio sia di stimolo per tutti. Anche per chi di noi arriva alla fine della giornata, dopo una mattina a scuola e un pomeriggio all'Università, non proprio in perfetta forma.
Come ho iniziato in aula "analogicamente" inizio adesso "digitalmente" e ripropongo a beneficio dei nostri nuovi lettori un estratto dell'articolo di Michele Capurso, ricercatore universitario in Psicologia dello sviluppo e dell'educazione a Perugia, pubblicato sulla rivista edita dalla Erickson, L'integrazione scolastica e sociale, 3/5 novembre 2004, alla base del mio atteggiamento nei confronti delle nuove tecnologie
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Personalmente, penso che sia il momento di iniziare a cercare un nuovo equilibrio nell’uso delle TIC, basandolo su una serena valutazione dei rapporti costi-benefici e, soprattutto, fondandolo sulla riscoperta della valenza educativa e comunicativa di più codici diversi, portati dagli stessi alunni e suggeriti dai diversi contesti. Le tecnologie didattiche non saranno mai in grado di sistemare le cose che non funzionano nella scuola. Se vogliamo migliorare la qualità del sistema scolastico, dobbiamo agire combinando assieme tre fronti:
1. Aumentare la qualità della relazione interpersonale tra tutti gli attori del sistema educativo (alunni, insegnanti, genitori, personale amministrativo e di supporto). L’educazione, nella sua essenza, è un processo strettamente dipendente dalle persone che lo realizzano. Certo, chi apprende ha bisogno di strumenti, ma prima di tutto ha bisogno di altre persone (e questo è particolarmente vero per i bambini che vivono situazioni di maggior disagio).
2. Operare per la diminuzione dell’affollamento delle classi e il conseguente innalzamento del rapporto numerico insegnante-alunni. Gli studenti apprendono meglio se sono in classi piccole.
3. Rivalutare la funzione della scuola che dovrebbe preoccuparsi di fornire anche contenuti ed esperienze che il mondo esterno non è più in grado di dare.
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Questo è il mio approccio, che possiamo sintetizzare con il motto:
il computer deve essere una soluzione non un altro problema.
Grazie e a presto
Iacopo Balocco
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