«Il futuro è già qui, solo che non è equamente distribuito»

William Gibson

lunedì 19 maggio 2008

Accesso alle tecnologie aziendali, un problema ''dissolto''

Indagine dell'Osservatorio Ict su 97 responsabili delle risorse umane, 68 responsabili dei sistemi informativi e 1060 piccole e medie imprese. La disabilità del personale delle aziende-campione è nel 90% dei casi fisica.
Le persone disabili che lavorano nelle aziende italiane possono accedere senza problemi alle tecnologie per l'informazione e la comunicazione?Una ricerca promossa dall"Osservatorio "Ict Accessibile e Disabilità”, costituito da Fondazione Asphi Onlus, Ict Institute e School of Management del Politecnico di Milano, chiarisce che le imprese, se assumono persone disabili, tendono a destinarle a compiti che non compromettono l’utilizzo delle tecnologie informatiche aziendali o fanno svolgere loro delle mansioni in cui non è necessario conoscere queste tecnologie. Il ricercatore della School of Management Andrea Rangone, illustrando la ricerca durante un convegno svoltosi oggi al Politecnico, ha osservato che il problema dell’accesso dei disabili alle tecnologie aziendali non è stato risolto, ma piuttosto “dissolto”. In questo caso, un’ICT pervasiva non ha promosso l’inclusione, ma l’esclusione, in ambito lavorativo, di un “pezzo” importante di società».
L’indagine, compiuta tra il 2007 e il 2008, ha coinvolto 97 responsabili delle risorse umane, 68 responsabili dei sistemi informativi e 1060 piccole e medie imprese. Il numero di persone con disabilità nelle aziende-campione rappresenta in media circa il 4% del totale dei dipendenti. Prevalgono i casi di disabilità fisica (90%) rispetto a quelli con disabilità visiva (2%), uditiva (6%) e intellettiva (2%). I lavoratori disabili ricoprono in prevalenza funzioni di supporto. Molti lavorano anche nei call center/customer service. Più raro l’utilizzo nei settori operations/logistica e marketing/commerciale. Nella scala gerarchica, il ruolo ricoperto nella stragrande maggioranza dei casi è quello dell’impiegato, ma vi sono anche dei quadri (in quasi un terzo delle aziende) e dei dirigenti (nel 5% delle imprese-campione).
I responsabili delle Risorse Umane spiegano l’assunzione di dipendenti con disabilità sempre con la necessità di adempiere un obbligo previsto dalla legge, qualcuno aggiunge anche il desiderio di agire con responsabilità sociale. Solo il 3% dei responsabili RU motiva l’assunzione esclusivamente a causa delle capacità del candidato. Il ricorso agli incentivi previsti dallo Stato per l’assunzione di disabili è stato rilevato raramente. Gli obiettivi della legge 68/1999, che mira a “valorizzare le abilità residue e le potenzialità inespresse dei dipendenti con disabilità”, evidenziandone il passaggio “da obbligo a risorsa attiva”, sembrano ancora non essere stati raggiunti.
Ma chi gestisce più spesso il personale con disabilità? Nella maggior parte dei casi, sono direttamente le “Risorse Umane”, magari insieme ai diretti superiori. Il coinvolgimento dei responsabili della funzione ICT è modesto (6%), evidenziando nelle aziende-campione una limitata attenzione all’accessibilità delle applicazioni ICT da parte dei dipendenti disabili. La reale accessibilità degli strumenti informatici da parte dei disabili è condizionata da due fattori: la presenza di ausili tecnologici adeguati che permettano di utilizzare il personal computer e il cellulare per accedere alle applicazioni dei sistemi informativi; la progettazione delle applicazioni informatiche tenendo presente le necessità delle persone con disabilità. L’indagine ha evidenziato che solo nel 25% dei casi sono presenti in azienda tecnologie “assistive” per computer e quelle per cellulare sono praticamente assenti (3% dei casi). Le prime, quando sono presenti, vengono in aiuto soprattutto ai dipendenti con disabilità visiva.
(fonte: RedattoreSociale.It)

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