«Il futuro è già qui, solo che non è equamente distribuito»

William Gibson

lunedì 29 settembre 2008

Handicap Grave

Segnalo l'ultimo numero della rivista Handicap Grave, volume 9, numero 3 settembre 2008. Supporti tecnologici per lo sviluppo delle attività e partecipazione in persone con disabilità plurime e intellettive.
Il 4 ottobre 2008 si terrà un convegno internazionale di studi sul tema «Supporti tecnologici per lo sviluppo delle attività e partecipazione in persone con disabilità plurime e intellettive» organizzato dalla Regione Marche. Si tratta di un’iniziativa promossa dal Centro Regionale di Ricerca e Documentazione sulle Disabilità (CRRDD), che vedrà la partecipazione di autorevoli studiosi in campo sia nazionale che internazionale provenienti da vari ambiti: psicoeducativo, riabilitativo, informatico, ingegneristico. Lo scopo del convegno è quello di favorire l’incontro tra diverse competenze al fine di ottimizzare la progettazione, la realizzazione e l’attuazione di interventi tecnologici che rendano la persona con disabilità intellettiva anche grave o con pluriminorazioni in grado di migliorare la propria qualità di vita incidendo sulla relazione tra la persona e il suo ambiente di vita quotidiano.
Il crescente sviluppo nel campo delle tecnologie informatiche, infatti, da una parte richiede una costante opera di aggiornamento, dall’altra apre prospettive di utilizzazione che prima non potevano neanche essere immaginate. Sono ormai molte le persone con disabilità che, a vario titolo e con diversi scopi, impiegano tecnologie migliorando così la propria qualità di vita.
I più significativi successi nell’uso delle tecnologie riguardano la popolazione delle persone con disabilità ad «alto funzionamento cognitivo», persone cioè che, pur avendo delle limitazioni nella scelta di attività e restrizioni nelle possibilità di partecipazione, dispongono del pieno funzionamento delle capacità cognitive complesse e, proprio grazie a questa risorsa, sono in grado di ottimizzare l’utilizzo della tecnologia.
Di diverso segno, invece, è la diffusione e utilizzazione delle tecnologie tra le persone con disabilità in situazione di particolare gravità (disabilità grave e intellettiva). Il paradosso è che proprio in questa popolazione si esprime il massimo potenziale del sussidio tecnologico. In particolare facciamo riferimento a una classe di tecnologie che possono essere definite come «sistemi di interfacciamento» tra la persona e il suo ambiente circostante e che favoriscono la partecipazione attiva promuovendo di fatto la sua qualità della vita.
La persona con disabilità grave o gravissima si trova quasi sempre nella situazione di dover dipendere dagli interventi di altri e il suo rapporto con l’ambiente circostante è caratterizzato da passività. In altre parole, in assenza di un supporto relazionale, la persona non è spesso in grado di controllare il proprio ambiente e di esercitare quindi scelte consapevoli, pur avendone potenzialmente l’intenzione. Tali situazioni, da un punto di vista psicologico-esistenziale, riducono enormemente i gradi di autodeterminazione e gli interventi di assistenza/educazione rischiano inevitabilmente di confermare il bisogno di dipendenza e rafforzarlo nel tempo.
Le personalità in campo scientifico che hanno già aderito al convegno sono Giulio Lancioni, professore ordinario di Psicologia dell’Handicap e della Riabilitazione presso l’Università degli Studi di Bari, direttore scientifico del Centro di Ricerca della Lega del Filo d’Oro e condirettore di questa rivista; Orazio Miglino, professore ordinario di Psicologia Generale all’Università degli Studi «Federico II» di Napoli e tra i responsabili scientifici dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR di Roma; Lucio Cottini, professore ordinario di Didattica e Pedagogia Speciale alle Università degli Studi di Udine e Urbino e membro del Comitato tecnico-scientifico del CRRDD della Regione Marche; Henrik Lund, professore ordinario, direttore del AdapTronics Group presso il Maersk Mc-Kinney Moller Institute dell’Università della Danimarca del Sud e fondatore del Center for Playware; Patrizia Ceccarani, direttore del Centro Riabilitazione della Lega del Filo d’Oro di Osimo.
Naturalmente non mancheranno comunicazioni e interventi di professionisti che operano nel campo oggetto del convegno, con particolare riferimento alle buone pratiche nel territorio marchigiano.
Una significativa ricaduta del convegno sarà il primo annuncio della costituzione di un centro risorse tecnologiche per la progettazione, realizzazione e personalizzazione di tecnologie per persone con disabilità grave e intellettiva gestito dal Centro Regionale di Ricerca e Documentazione sulle Disabilità della Regione Marche.
L’opportunità offerta dal Servizio Politiche Sociali della Regione Marche di rendere operativo, attraverso la costituzione del Centro risorse, un servizio di aiuto tecnologicamente avanzato alle persone con disabilità gravi e intellettive dimostra la reale fattibilità di interventi in questo ambito.
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1 commento:

gioia ha detto...

Ho scoperto un catologo on line sull'Handicap grave http://www.bibliowin.net/filodoro/opac/default.htm