Portali inaccessibili ai ciechi. Daniele (Uici): ''Ci sono leggi internazionali, ma non prevedono sanzioni''. Ma il web è solo uno degli ostacoli con cui si devono confrontare, ogni giorno, 1 milione e 384 mila ipovedenti.
Solo il 5-6% dei siti internet degli enti pubblici (dai Comuni alle Regioni, dalle Province al Governo) sono accessibili a ciechi e ipovedenti. "Ci sono delle leggi europee e internazionali che disciplinano l'accessibilità ai portali -spiega Tommaso Daniele, presidente dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti-. Norme che sono state recepite in Italia dalla "legge Stanca", che però non prevede sanzioni". Ma la navigazione su internet è solo uno degli ostacoli con cui si devono confrontare, ogni giorno, 384 mila ciechi e 1 milione 500 mila ipovedenti che vivono nel nostro Paese.
La Giornata nazionale del Braille (in programma per sabato 21 febbraio) sarà l'occasione per fare il punto sulla condizione di ciechi e ipovedenti in Italia. Un'opportunità per promuovere e diffondere l'uso della tecnica creata da Louis Braille, "l'unico sistema di lettura diretto che permette a un cieco di accedere direttamente al mondo della cultura -spiega Tommaso Daniele, cieco dall'età di nove anni-. Un sistema che ha cambiato la qualità della vita a milioni di persone in tutto il mondo, anche a chi parla lingue che non sono costruite sull'alfabeto latino. Nemmeno l'informatica, che pure ha offerto nuove opportunità di autonomia, ha superato il Braille".
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